50 & 50: pareri…a favore

LA REDAZIONE SI SCHIERA COMPATTA PER PREMIARE IL FILM AGRODOLCE CON GORDON-LEVITT

Adam Schwartz è un 25enne che conduce una vita tranquilla e felice; ha una bella fidanzata, Rachel, e lavora in un museo con il suoi migliore amico Kyle. Come un fulmine a ciel sereno, ad Adam viene diagnosticato un raro tipo di tumore: considerata la sua età e il suo stile di vita, il ragazzo fatica ad accettare la verità ma alla fine cede ai fatti e si rassegna a sottoporsi a chemioterapia. Pur supportato dalla famiglia e dagli amici, Adam trova compagnia in Katie, una giovane studentessa che lo aiuta a superare il trauma psicologico. Lentamente, Adam inizia a fare i conti con la realtà, a ripensare la sua vita in modo completamente nuovo, ad apprezzare le cose che dava per scontate.

Analizziamo la pellicola insieme:

 

1-QUALE TIPO DI PUBBLICO POTREBBE CONQUISTARE?

 FABIOLA FORTUNA: Indubbiamente un pubblico che vuole (e sa) emozionarsi, desideroso di vivere una bella esperienza. Per “emozione” non si intende certo il dramma carico di pathos che vede i protagonisti alle prese con eventi incredibili e tragedie inenarrabili; l’emozione di “50 e 50” riguarda un ragazzo come tanti che non è pronto ad affrontare quello che la vita gli riserva e che imparerà a farlo. Un film adatto ad un pubblico empatico, capace di affezionarsi ad Adam, ma anche a un pubblico magari un po’ sostenuto che rimarrà sicuramente sorpreso nel vedere quanto la storia (e l’interpretazione di Gordon-Levitt) sia coinvolgente.

GIANLORENZO LOMBARDI: Un pubblico vastissimo: senza un attimo di tregua, tra risate e lacrime “50/50” è la sorpresa di questa stagione. Preziosissima è l’intesa tra i due protagonisti che da’ vita a una sorta di duello tra il talento drammatico di Joseph Gordon Levitt e quello comico di Rogen: quest’ultimo riesce a regalare grandi risate specialmente nel momento in cui rivela all’ amico che la sua fidanzata lo tradisce e non riesce a essere, neanche per un attimo, delicato.

DAVIDE MONASTRA: Chi ricerca un film leggero, che fa riflettere sue veri valori della vita, non può lasciarsi sfuggire l’occasione di andare al cinema per vedere “%0 e 50”, pellicola che riesce in quella titanica impresa di affrontare temi drammatici con scanzonata leggerezza, senza cadere nel ridicolo o nel facile campo della retorica.

  

2-RIESCE IL REGISTA NELL’IMPRESA DI UNIRE DRAMMA E COMMEDIA?

FF: Will Reiser non poteva fare di meglio con la sua sceneggiatura, basata sulla sua esperienza personale di “sopravvissuto” alla stessa malattia che ha colpito il protagonista. Dal canto suo, Jonathan Levine ha raccolto questa storia e l’ha trasposta in immagini con la delicatezza, l’ironia e la sfacciataggine che si conviene; dramma e commedia sono decisamente equilibrati lungo tutta la durata della pellicola, che ci fa ridere spesso e di cuore ma ci fa anche commuovere e in certi punti ci strappa pure la lacrimuccia. Si può dire che dramma e commedia siano presenti al “50 e 50”, come ci ricorda il titolo e come sappiamo essere la vita stessa, né sempre comica né sempre tragica.

GL: Quello che colpisce è che sono tutti titoli in cui il tema viene rappresentato con particolare delicatezza e a tratti perfino con poesia. In questo caso è un valore aggiuntivo la conoscenza in materia dello sceneggiatore Will Reiser –supportato dal regista Jonathan Levine- che parla di quando fu colpito a un cancro alla colonna vertebrale all’età di 25 anni e di come personaggi come lo stesso Rogen o l’amico Evan Goldberg (co-sceneggiatore di “Superbad”) l’abbiano aiutato a sostenere la sfida.

DM: Il film è proprio un concentrato di dramma e commedia, mescolate abilmente, tanto da non risultare mai stucchevole e, con una fortissima sceneggiatura alle spalle, Will Reiser riesce a estrapolare dai suoi protagonisti solo il meglio, in primis Joseph Gordon-Levitt, uno che presto alzerà al cielo un premio Oscar

 

3-LO CONSIGLIERESTI?

FF: Assolutamente si, da non perdere. Se volete ridere intelligentemente e si magari vivere per un paio d’ore nella vita di personaggi grotteschi e adorabili, questo è il film che fa per voi.

GL: Senza dubbio, stavolta mai stati così d’accordo!

DM: Si tratta di uno di quei film da non perdere. Del resto è molto difficile che si riesca a trovare una pellicola che tratti abilmente e senza troppi inutili orpelli per creare drammaticità il tema del tumore sui giovani. Da vedere e rivedere, come ha fatto il sottoscritto, prima al Torino Film Festival, dove è stato passato in anteprima italiana, e poi al cinema. Dispiace solo per la mancata candidatura all’Oscar almeno nella categoria di Miglior Attore Protagonista e Miglior Sceneggiatura originale. Academy Award: un po’ più di attenzione.  

SCRITTO DA GIANLORENZO LOMBARDI, DAVIDE MONASTRA E…


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