Act of valor: recensione film

SE FOSSIMO IN UN ALTRO TEMPO, SI POTREBBE DEFINIRE UN FILM… DI PROPAGANDA

“Act of Valor”, ovvero come spiattellare in 111 minuti di film le ragioni di tutte le guerre in corso nel mondo. Che cos’è “Act of Valor”? Un film? Difficile definirlo così! Si tratta piuttosto di una giustificazione che gli americani vogliono darsi per giustificare la loro battaglia personale contro il terrorismo. Gli americani sono i buoni, anche se uccidono, e tutti gli altri sono i cattivi: fine della storia. Se fossimo stati in un altro tempo, in un altro periodo, con altri governi, si sarebbe parlato di un film di propaganda, dove si cerca di mettere in luce i “valori” dei militari americani, che compiono atti di eroismo in giro per il mondo, salvando l’umanità dalle cellule impazzite di Al Qaeda e dai narcotrafficanti del Sud America.

Il film, che ha incassato oltre 65 milioni di dollari negli Stati Uniti d’America, racconta la vera storia (romanzata!) di una vera squadra di Navy SEAL, impegnati dapprima a salvare un agente della CIA in Costa Rica. Grazie proprio a questa missione, si scopre che i narcotrafficanti sono strettamente collegati a dei terroristi che stanno preparando degli attentati in stile 11 settembre sul territorio americano. “Act of valor” ha solo uno scopo: diffondere negli americani quei temi che sono cari alle forze dell’ordine di tutto il mondo. Onore, coraggio, famiglia, fedeltà, lealtà, fratellanza!

Spacciato come un film che rispecchia i videogiochi di guerra, “Act of Valor” solo in poche occasioni sembra effettivamente un videogame (giusto quando i SEAL sono impegnati a stanare terroristi), con effetti speciali già visti e rivisti al cinema. Insomma un film che sarà apprezzato da chi si rivede nei valori sopra citati e odiato invece da chi invece ha scelto la via della non belligeranza. 

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