Dal libro al film: julie&julia

LA TRASPOSIZIONE DI NORA EPHRON CON LA STREEP DIMENTICA IL TONO IRONICO DEL LIBRO, CREANDO UN FILM BANALE E SOLO ACCETTABILE

Julia&Julie è prima di tutto un esperimento. Julie, una segretaria di New York, mal pagata e con una forte propensione all’alcool, è sull’orlo di un pirotecnico esaurimento di nervi. Per salvare la propria vita decide di dedicarsi ad un curioso esperimento, riuscire a cucinare in un anno tutte le 524 ricette contenute nella bibbia culinaria americana, “L’Arte della Cucina Francese” di Julia Child. A documentare l’impresa un blog in cui la donna descrive la propria vita con uno spiccato senso dell’umorismo.

Caratteristica che il libro, scritto sempre da lei, conserva e amplia. Julie non si ferma a descrivere in maniera analitica i successi e i cocenti fallimenti che incontra sul proprio cammino culinario, ma introduce un mondo di personaggi bizzarri, surreali e allo stesso tempo familiari che compongono la sua vita. Racconta con frustrazione il lavoro odiato da centralinista in un call center, le difficoltà della vita coniugale e le sue aspirazioni mancate, il tutto senza perdere il tocco divertente e divertito che ricorda da vicino lo stile di “Bridget Jones”.

Sfortunatamente questa delizia per lo spirito non si ritrova nel film di Nora Ephron con Meryl Streep e Amy Adams. Il senso dell’umorismo viene brutalmente azzittito nella pellicola, appare appena in sporadiche scene, levando tutto il gusto. Amy Adams si muove con bravura nel ruolo di Julie, ma eliminando tutte le crisi esistenziali, la fragilità e gli scatti isterici della protagonista non può fare più di tanto.

Discorso diverso per Maryl Streep. Vista la bravura dell’attrice e la sua importanza, hanno ampliato tutte le parti dedicate a Julia Child, aggiungendo scene che nel libro non appaiono, per descrivere con più profondità la vita della cuoca e per dare spazio alla Streep. Scelta che non nuoce alla sceneggiatura ma sicuro amareggia i più puristi nelle trasposizioni.

Dettaglio divertente del doppiaggio italiano, la vera Julia Child aveva una voce particolarmente stridula, chi la doppia non è incompetente o pazza, è una scelta (una volta tanto) oculata. Probabilmente senza aver amato profondamente il libro, o averlo letto in generale, il film può risultare interessante e addirittura gradevole, ma per tutti gli altri è un pugno nell’occhio anzi, come un soufflè sgonfio.   

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