Gli infedeli: recensione del film hot

L’ASCESA DI JEAN DUJARDIN: RITORNA A PARLARE NELLA COMMEDIA FRANCESE E STAVOLTA SORPRENDE

Dopo le polemiche suscitate dalle locandine che per un periodo affollavano le strade di Parigi (vedi foto accanto), ecco che arriva “Les Infidèles” sfruttando il momento in cui Jean Dujardin è all’apice della sua carriera. Il film sta infatti andando benissimo al botteghino, ma osservando il trailer uno si aspetterebbe una commedia volgare e ‘banalotta’, quasi una sorta di risposta francese ai nostri cine-panettoni –come se ce ne sentisse il bisogno-. Niente di più sbagliato. “Les infedeles” è infatti una delle commedie più divertenti che siano passate di recente negli schermi. La struttura del film è presa in prestito da alcuni classici della commedia italiana come “I mostri” di Dino Risi o “Boccaccio ‘70” e dietro la macchina da presa abbiamo nomi più o meno conosciuti del cinema francese, tra cui il novello premio oscar Michel Hazanavicius.

L’obiettivo è mostrare tipi diversi di adulteri, facendoci affezionare a certi personaggi con un’etica tutt’altro che perfetta, alternando registri comici ad altri un pochino più seriosi. La critica è dietro l’angolo, ma riusciamo a entrare in empatia con questi personaggi disgustosi e simpatici in tutte le vesti, fin dai primi secondi degli episodi. Sarà una questione di patriottismo, ma lo spettatore italiano non puo’ che sorridere quando Jean Dujardin appena iniziato il film, con uno charm debitore di Cary Grant, canta in macchina “Ma quale idea” di Pino D’Angiò. 

Quanto al resto del film ci sono giusto tre sketch che durano poco meno di cinque minuti, dunque l’equivalente visivo delle barzellette, ma poi abbiamo episodi di 20-30 minuti che esplorano il tema dell’infedeltà, in modo diretto e talvolta coraggioso, partendo da alcuni stereotipi: l’impiegato ‘felicemente sposato’ alla ricerca di un’avventura una volta che è in viaggio di lavoro, i due amici che vanno a Las Vegas per una settimana di fuoco, il quarantenne disperato convinto di vivere una storia felice con una diciannovenne con tutti i drammi del caso…

La riuscita del film è dovuta principalmente ai due attori. Si è parlato tanto di Dujardin, ma anche Gilles Lellouche –praticamente sconosciuto al pubblico italiano- merita la sua attenzione soprattutto nell’episodio sulla studentessa, “Lolita”, in cui sfiora il registro drammatico. Incredibile risulta anche la capacità di trasformazione dei due attori che passano con facilità dal quarantenne con la sindrome di peter pan che si veste come un membro dei Sex Pistols al tipo minaccioso e goffo allo stesso tempo che puo’ passare benissimo come un operaio della banlieue di Saint Denis, giusto per dirne un paio. 

Insomma, da applauso, ma anche i caratteristi di contorno non se la cavano male, a cominciare da Guillaume Canet che nell’episodio a lui dedicato risulta assolutamente strepitoso, senza dimenticare Sandrine Kimberlaine che cerca di aiutare gli ‘infedeli anonimi’, un gruppo di supporto per chi non puo’ fare a meno di tradire la propria moglie, senza ottenere tuttavia grandi risultati. Questo tra l’altro risulta il frammento più divertente del film e quindi va’ ad Alexandre Courtes la palma per il miglior episodio della pellicola. 

Si aspetta l’annuncio di una data d’uscita del film in Italia. Non dovrebbe tardare a venire visto che Dujardin, che lo si apprezzi o meno, è diventata una delle star europee del momento. In attesa del suo primo film hollywoodiano tenetevi informati su Les Infidèles…

http://www.filmforlife.org/red-carpet/news/jean_dujardin_fuori_dalla_corsa_per_loscar_-2121.html

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