Il mio miglior incubo: recensione film

GODIBILE FILM FRANCESE, PER RIDERE CON INTELLIGENZA

“Il mio miglior incubo”, incomprensibile traduzione del titolo in italiano a parte, è un film francese, piacevole e divertente che gioca sulle opposizioni. Le opposizioni sono infatti alla base della pellicola di Anne Fontane, personaggi opposti che si incontrano/scontrano fin dalle prime scene e situazioni improbabili in cui proprio gli stessi personaggi si muovono, affrontando circostanze che mai avrebbero immaginato di vivere.

Agate, interpretata da Isabelle Huppert, è una di quelle donne in carriera che comunemente si possono definire frigide. Incontra sulla sua strada Patrick (Poelvoorde) che ha un carattere opposto al suo: esuberante, goliardico e che vive la vita senza pensando troppo alle conseguenze. I loro figli maschi diventano miglior amici, frequentando la stessa classe, e per questo motivo Aghate e Patrick si ritroveranno a doversi conoscere meglio. La comicità è soprattutto in alcune divertenti battute e freddure, che lasciano davvero lo spettatore senza parole. Ovviamente tutto si avvale della bravura degli interpreti, dato che è presente il meglio degli attori del cinema transalpino.

Il piacere del film nasce anche dal fatto che la sceneggiatura non è indulgente nei confronti dei suoi personaggi, anzi cerca di metterli sempre in imbarazzanti situazioni, sfruttando poco il linguaggio “sboccato” della commedia italiana e affidandosi invece ad allusioni e velati riferimenti sessuali. Film intelligente, consigliato a chi ama la commedia che fa ridere col cervello e non con la pancia!

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