Piccole bugie tra amici: recensione film

IL FASCINO DISCRETO DELLA BORGHESIA FRANCESE… IN VACANZA: SI PIANGE, SI RIDE, SI RIFLETTE!

“Piccole Bugie tra Amici”, presentato due anni fa al Festival Internazionale del Film di Roma, finalmente approda anche nelle sale italiane. Il film di Guillaume Canet scandaglia nel profondo la borghesia francese, portando alla luce ciò che si nasconde dietro questa bella facciata di ipocrisia. La pellicola comincia infatti con un incidente stradale, di cui è vittima Ludo (Jean Dujardin) e da quel momento, il gruppo storico di amici del trentenne, decide comunque di continuare la propria vita, partendo per le vacanze piuttosto che rimanere al capezzale dell’amico morente in ospedale. Attraverso questo pretesto, Guillame Canet regala uno spaccato della borghesia francese, che ci ricorda da vicino i film di Buñue; solo che questa volta il tutto è raccontato con un’aria meno onirica e in un ambiente da vacanze estive.

Ninfomani, omofobi, cinici, ipocriti, spietati, egoisti, i personaggi diretti da Guillaume Canet non hanno nulla di positivo e non riescono a guardare oltre il proprio interesse personale, che sia il meritato riposo dopo un anno di lavoro, piuttosto che il piacere fisico in senso stretto. Le telecamere dell’attore/regista non sono indulgenti e anzi non mancano nemmeno di accusare, criticando pesantemente, le scelte dei suoi personaggi, che rispondono tra l’altro a nomi di attori di punta del cinema francese e non solo, partendo da Marion Cotillard, ed arrivando ad attori come Benoît Magimel, Gilles Lellouche, Laurent La fitte e François Cluzet; oltre al sopraccitato Dujardin, fresco di premio Oscar.

“Piccole Bugie tra Amici” è un ottimo film, che racconta senza troppi orpelli une tranche de vie, in cui ognuno potrebbe ritrovarsi dato che prima o poi ognuno di noi si è ritorvato nella condizione di dover mentire sulla propria condizione familiare e/o economica ai proprio amici. Consigliato!

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