Bad taste: focus sul film splatter

LE ORIGINI DI UN COLOSSO IN UN MANIFESTO DEL GENERE SPLATTER 

Gli Dei ellenici erano 12, i registi che siedono nell’Olimpo del cinema sono, forse, pochi di più.

Uno fra questi è sicuramente Peter Jackson che, con anni di studi e dedizione, ha reso reale ciò che per cinquant’anni era sembrato impossibile: trasferire dalla carta alla cellulosa il lunghissimo e travagliato viaggio della “compagnia dell’anello”. È grazie alla trilogia dell’Anello (è in arrivo anche “Lo Hobbit” n.d.r.) che Jackson è diventato un vero e proprio colosso del cinema con più di 20 pellicole prodotte e 18 dirette.

Ma come è iniziato tutto questo? Qual è stato il primo vero passo verso l’eccellenza? Eccolo qui: si intitola “Bad Taste” ed è del 1987. L’unità speciale “The Boys” è addetta agli avvistamenti UFO e viene inviata in uno sperduto villaggio neozelandese. Lì, i nostri scalcagnati e maldestri eroi, si troveranno nel mezzo di un’invasione aliena. Il subdolo piano delle creature extraterrestri è semplice: catturare più umani possibile per rifornire di carne (umana) una catena di fastfood intergalattica. Gli alieni in questione hanno fattezze umane e si muovono e assomigliano molto agli zombie delle pellicole anni ’80, ma per questioni di budget, per distinguerli dai cittadini terrestri, sono tutti vestiti con pantaloni e camicia blu. 

Curiosità e notizie:

•             Jackson recita sia come uno dei “Boys” sia come alieno.

•             Nei titoli appare questa frase: “Ogni somiglianza con persone vive o morte è un errore. Scusate.”

•             Jackson ha personalmente costruito le maschere da alieno.

•             Tutti i dialoghi sono doppiati in postproduzione.

•             Jackson si è costruito la sua steady-cam con soli $15.

•             Nel film non ci sono personaggi femminili, solo attori maschi.

•             Fino a metà anni ’90 “Bad Taste” è stato vietato nel Queensland, Australia.

•             Tonino Accolla è uno dei doppiatori.

 

Girato con circa trentamila dollari, “Bad Taste” si guadagna a pieno titolo la coccarda di film cult splatter. Si perché a condire tutta la vicenda vedrete arti mozzati, sangue a fiumi, cervelli spappolati e altre visioni che, per non rovinare la sorpresa, eviterò di scrivere. Ma voglio tranquillizzarvi: dato il budget di produzione, davvero degno di un film di serie B, gli effetti speciali sono molto casalinghi e piuttosto divertenti, (quasi) mai disgustosi. Splatter  e trash vanno a braccetto senza sosta accentuando l’ironia e la creatività del regista in un film all’insegna dell’eccesso.

Assolutamente da non perdere se volete vedere come nasce un vero titano del cinema moderno!

 

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