Private romeo: recensione film torino glbt festival

ROMEO E GIULIETTA IN UNA ACCADEMIA MILITARE, DAL FINALE “ALTERNATIVO”

Romeo e Giulietta rivivono ancora una volta in questa 27esima edizione del Torino GLBT Film Festival. La storia, già vista nel cortometraggio “Verona” (di cui si consiglia caldamente la visione a tutti gli amanti del buon cinema, viene riproposta anche in “Private Romeo” di Alan Brown e anche in questo lavoro i due protagonisti sono due ragazzi gay. La storia si svolge in estate in una accademia militare deserta, abitata solo da otto cadetti, che cominciano a leggere per gioco la tragedia shakespeariana. La lettura diventa però per loro una vera e propria ossessione: prima si dividono in due gruppi, come i Montecchi e i Capuleti, e poi, quando tra Glenn e Sam scoppierà la passione amorosa, tutto si svolgerà esattamente come nel dramma di Shakespeare.

Il film ripropone interi brani della celeberrima opera teatrale; i protagonisti di “Private Romeo” infatti recitano, quando si incontrano, interi spezzoni tratti proprio da “Romeo e Giulietta”, mostrando quanto sia letteralmente assillati dall’opera. La pellicola di Brown potrebbe essere anche considerata originale, se non fosse che di questo tipo di lavori, soprattutto sull’opera shakespeariana, il cinema di tutto il mondo è realmente saturo. In questa nuova versione alla fine non si aggiunge nulla di nuovo e l’unica cosa che cambia è forse il finale, in cui il regista non riesce assolutamente a portare fino in fondo e con cattiveria le sue intenzioni. Si distingue un ottimo cast di attori che riesce comunque a far dimenticare tutto ciò che potrebbe risultare noioso. 

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