The avengers: recensione film

NON DELUDE LA REUNION CINEMATOGRAFICA DEI VENDICATORI MARVEL

Le istantanee del red carpet londinese consegnano alla memoria la prima reunion in carne ed ossa di un nutrito gruppo di super eroi Marvel. L’occasione è la prima europea di “The Avengers”, ultimo film incentrato sui personaggi creati dalla fantasia e dalla matita di Stan Lee, questa volta insieme per un cross over cinematografico mai visto in precedenza.

Ritrovare sul grande schermo tutti insieme Iron Man, Hulk, Capitan America e Thor, super eroi titolari ciascuno di un proprio filone narrativo, è infatti qualcosa di straordinario. A loro si aggiungono poi i due “umani” di turno: la vedova nera interpretata da Scarlett Johannson, e occhio di falco, un arciere infallibile con le fattezze di Jeremy Renner. A fare da chioccia al gruppo il sempreverde Samuel L. Jackson, direttore dell’agenzia segreta incaricata di creare un super task force, lo S.H.I.E.L.D., in grado di rispondere ad ogni possibile minaccia al pianeta terra. Minaccia che puntualmente si materializza nelle sembianze di Loki, fratello del Dio Thor, giunto sulla terra per colonizzare il nostro mondo. Come reagiranno gli agenti speciali scelti per questa missione?

Liberamente ispirato ai fumetti della Marvel dedicati alla saga dei “Vendicatori” (gli Avengers del titolo inglese) questo film evento e già record d’incassi negli Usa, arriva in Italia con molte aspettative e tanto clamore glamour per il cast a cinque stelle. Dietro la macchina da presa, a dirigere le complesse operazioni, è stato chiamato Joss Whedon, regista navigato (Buffy L’ammazzavampiri), ma al primo vero banco di prova in un blockbuster di tali dimensioni, in primis economiche.

Il lavoro è complesso perché riuscire in poco più di due ore a presentare tutti i personaggi e indirizzarli poi nella storia vera e propria, la battaglia per salvare la terra, è operazione assai delicata.  Il rischio per gli amanti del genere è quello di rimanere annoiati nel lungo preambolo di presentazione dei vari vendicatori. Superato lo scoglio iniziale però ecco che il film prende tutto un altro ritmo e riesce a coinvolgere pur con la semplicità di un plot lineare e a tratti scontato. La sceneggiatura si sofferma sul sofferto tentativo di riuscire a creare una squadra oltre che un semplice gruppo di super eroi.  Tra vezzi da star, e caratteri forti, i vendicatori faticano a creare quell’armonia capace di renderli invincibili e solo un evento tragico come la morte ci riuscirà.

L’operazione commerciale prima che cinematografica riesce alla fine ad ottenere un piacevole compromesso. Whedon lo sa e gioca sui punti di forza che si ritrova a disposizione. E Così ad una inquadratura prolungata sulla tutina aderente della Johannson, si alternano per un cocktail esplosivo prolungate sequenze da mattatore di Iron Man/Rober Downey Junior e combattimenti all’ultimo respiro.

A proposito di sequenze mozzafiato…Pensato e realizzato per l’adattamento cinematografico in 3d, questo film rappresenta un piccolo gioiello visivo per una bellissima e lunghissima scena di combattimento, lo scontro finale, ambientata nel cuore di New York. Sequenze spettacolari e apocalittiche tra Park Avenue e la Grand Central, in uno scontro che finisce col distruggere mezza isola di Manhattan.

I nostri ovviamente trionfano, ma nell’universo interstellare, così come nelle già ricche casse della Marvel Studio, c’è sempre spazio per una nuova minaccia e un nuovo cattivo…. 

 

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Onnivoro cinematografico e televisivo, imdb come vangelo e la regia come alta aspirazione.
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