The rum diary: recensione film

TROPPI ELEMENTI PER UN FILM CHE RISCHIA DI ANNOIARE E A TRATTI CI RIESCE

Quando un film è fatto per passione, affetto, spesso la foga e la voglia di volerlo realizzare e di riuscire a trasmettere tutto quello che si ha da dire, porta a commettere degli errori. Probabilmente questo è quello che è successo con il film di Bruce Robinson, fortemente voluto da Johnny Depp.

È stato l’attore a cercare i finanziamenti, a far incontrare il regista e lo sceneggiatore per rendere film quel manoscritto che lesse anni fa con lo stesso autore, suo grande amico, Hunter S. Thompson. Fin dal primo momento l’idea era di farne un film, ma nel tempo, dopo la scomparsa dello scrittore nel 2005, è diventato un vero e proprio tributo.

Purtroppo il risultato non convince del tutto. Gli spunti e gli elementi per renderlo un film accattivante erano tutti presenti. Ma sarà forse per i troppi elementi: il giornalista maledetto e bevitore, il non voler accettare compromessi, la storia d’amore, sarà per la difficoltà che spesso si ha nelle trasposizioni dai libri, usciti dalla sala è come se della storia non ci fosse rimasto molto, perché le numerose tracce sono rimaste troppo in superficie e  nessuna è stata approfondita in modo tale da soddisfare del tutto.

Non aiuta neanche il ritmo della narrazione: molti gli avvenimenti raccontati, ma è come se si susseguissero a rallentatore, probabilmente per una scelta voluta, ma non riuscita fino in fondo, con il forte rischio di annoiare lo spettatore.

È un film riuscito a metà, a livello di sceneggiatura, e nonostante in alcuni frangenti l’attenzione riesce ad essere catturata, in altri si rimane dubbiosi per quelle che sembrano essere le classiche “frasi fatte”, retoriche, moraliste. Frasi di chi vorrebbe un mondo basato sull’utopia, frasi troppo banali che generano direttamente da quelle persone che non hanno più ideali e agiscono solo per interesse.

Molto belle alcune scene, in particolare la corsa in macchina di Johnny Depp, che si salva anche stavolta dalle critiche complessive alla pellicola, compiendo il suo lavoro in modo egregio, accanto alla bellissima Amber Heard. Un peccato, perché sarebbe potuto essere un gran film. 

 

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