Dark Shadows: recensione film

TIM BURTON TORNA NELLE SALE CON UNA STORIA DIVERTENTE MA NON SORPRENDENTE

dark shadows locandinaGENERE: dark comedy

DURATA: 140

DATA DI USCITA: 11 Maggio 2013

VOTO: 3,5 su 5

In quanto ad aspettative, Dark Shadows è quasi all’altezza del suo creatore, sottoliniamo il quasi, perché sicuramente si poteva avere di più. Il rischio, quando si è un cineasta del calibro di Tim Burton, è cadere nello scontato e soprattutto in qualcosa di ripetitivo. Abbiamo ben imparato a conoscere il regista americano, e tutti ormai sappiamo quanto ami scenografie gotiche, personaggi malinconici, storie fiabesche. E certo il suo ultimo lavoro riprende questa scia, ma gli affianca gag divertenti e dialoghi surreali.

Chi non ha mai sognato, almeno una volta nella vita, di svegliarsi nel futuro e vedere come la realtà cambi? O al contrario, chi non ha mai fantasticato su come fosse vivere in un’era antecedente quella che stiamo vivendo? Penso che ognuno di noi possa rispondere “si, l’ho sognato” perlomeno ad una delle due domande. Ma non lui. Non il protagonista di questa storia. A Barnabas Collins i due secoli in cui vive sono stati imposti. La famiglia Collins si trasferisce in America di fine 1700, e, grazie ad una attività commerciale, diventa la più ricca di tutta Collinsport. Al giovane rampollo Barnabas piace fare il don giovanni, e continuerà finché non si imbatterà nella strega Angelique. Lei, infatti, affranta per l’amore non condiviso dal giovane, distrugge la sua famiglia e lo condanna all’immortalità trasformandolo in vampiro.

La storia, però, inizia quando la tomba nel quale era rinchiuso viene aperta e il protagonista ritorna nel mondo dei vivi. Siamo ormai negli anni ’70, e Barnabas deve fare i conti non solo con una vita piena di “cose strane” (es. televisore, strade asfaltate), ma anche con i discendenti della sua famiglia, ormai caduta in rovina e infine, nuovamente con la strega che gli ha rovinato l’esistenza.

Questa volta Burton è voluto cadere in piedi: il racconto è infatti preso dall’omonima serie tv e non presenta niente di originale quindi, specialmente pensando che la storia si presta molto alla trasposizione cinematografica. La maestosità delle scenografie, i costumi e il trucco dei vari personaggi fiabeschi (vampiri, streghe, lupi mannari, fantasmi) danno quel tocco in più alla trama: la rendono poetica. Immancabili i nomi di Johnny Depp e Helena Bonham Carter nel cast, anche se a stupire sono un trittico femminile particolare: Eva Green in primis, in uno dei suoi ruoli meglio riusciti; l’esperta Michelle Pfeiffer e la giovane promessa Chloe Moretz, versatile e competente in ogni personaggio sino ad ora interpretato (ultimamente si è vista in Hugo Cabret di Martin Scorsese).

La pellicola è, inoltre, sostenuta da dialoghi dal tono ironico e umoristico, per non dire settecentesco, e da una colonna sonora romantica quanto vintage. Un rimpianto però, uscendo dal cinema c’è: manca la profondità e la particolarità d’argomenti di pellicole quali Edward mani di forbice, o Nightmare before Christmas, o ancora Big Fish. È un film divertente e piacevole certo, ma non di quelli che ti rimangono impressi nella memoria.

 

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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