Isole: recensione film

SOLITUDINE, AMORE E ATTUALITÀ FUSI IN UNA STORIA EMOZIONANTE E PROFONDA

Nello splendido paesaggio delle isole Tremiti inizia, si sviluppa e finisce – forse – la storia di tre personaggi soli che si ritrovano a vivere sotto lo stesso tetto. Don Enzo (Giorgio Colangeli) è appena uscito dall’ospedale ma ha bisogno d’assistenza, Ivan (Ivan Franek) è un immigrato senza permesso di soggiorno alla disperata ricerca di un lavoro. E Martina (Asia Argento), di cui l’anziano prete e il tutore, è una ragazza che ha perso sua figlia e la parola. Tutti e tre hanno bisogno di calore umano ma nessuno sembra disposto a donargliene davvero, fino a che non inizia la loro strana convivenza.

Una sequenza titoli scarna e minimale apre Isole e subito ci racconta in poche eloquenti inquadrature chi sono i tre protagonisti della storia e ci fa capire che saranno loro il punto forte del film. C’è però anche un altro elemento fondamentale che non va trascurato: il paesaggio; ampie panoramiche ci mostrano la bellezza delle isole Tremiti, senza le quali il film avrebbe perso molto del suo fascino. La regia di Stefano Chiantini è “al servizio” della sceneggiatura, che egli stesso ha scritto (con Giuliano Miniati) e che si dimostra profonda e complessa. I personaggi sono ben caratterizzati, per niente stereotipati e umani tanto da coinvolgerci nelle loro azioni e nei loro sentimenti, che condividiamo con grande intensità.

La bellissima colonna sonora di Piernicola Di Muro, composta solo da archi, accompagna questa storia dell’Italia di oggi con toni gravi, bassi e cupi, quasi dei lamenti; davvero un bel commento per Martina, Ivan ed Enzo. Il ritmo del film è piuttosto lento, dà al tutto una certa solennità senza però trascurare la grande umanità di fondo che lega gli elementi della vicenda. Chiantini racconta una storia decisamente attuale, vicina alla popolazione di tutto il Paese: è un materiale caldo e difficile da modellare ma il regista riesce bene a mostrarci i pro e contro della questione, mettendo il dito nella piaga, senza false ipocrisie e anche con un po’ d’ironia.

Isole è inoltre la storia d’amore tra Martina e Ivan, intensa, affettuosa ma non ingenua, fatta di contatti impacciati e sguardi timidi che ricordano i protagonisti de La solitudine dei numeri primi. La coppia è anche un importante simbolo di integrazione: i due riescono hanno una relazione sentimentale superando le barriere della lingua (nel caso di lui, la poca dimestichezza con l’italiano, nel caso di lei, il totale abbandono della lingua), della nazionalità e tutte le possibili differenze e convenzioni. Un bel simbolo di unione e di integrazione, problema sociale fondamentale dell’Italia del nostro tempo.

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