Killer elite: recensione film

STATHAM, OWEN E DE NIRO IN UN’OPERA PRIMA: TANTO SANGUE E TROPPA RETORICA

Frasi ad effetto e sguardo da duri non sempre fanno rima con film action, anzi, spesso sono sinonimo di mancanza di idee. Killer Elite appartiene a questa seconda categoria, segnando l’esordio al lungometraggio del regista Gary McKendry (in uscita nelle sale italiane il primo giugno), che ha toppato al botteghino americano chiudendo con appena 25 milioni di dollari la sua avventura a stelle e strisce. McKendry vuole portare sullo schermo un thriller che è anche una spy story, ambientando il tutto all’inizio degli anni ’80, puntando sulla tensione per l’oro nero tra occidente e mondo arabo, portando sul grande schermo la storia di killer professionisti, mercenari ingaggiati dai governi o da sceicchi per sbarazzarsi dei proprio nemici.

Il film tenta di giocare, come sanno fare solo i grandi sceneggiatori/registi, giusto per capirci quelli che sanno come si fa il Cinema, con il ribaltamento della situazione. In qualsiasi momento, un personaggio può ritrovarsi da cacciatore a preda e viceversa, ma il tutto è trattato con troppa superficialità e tanta confusione, che porta lo spettatore solo ad innervosirsi, a guardare l’orologio e chiedersi: “Perché continua ancora questo strazio?”.

Quando sul cartellone pubblicitario si legge “Jason Statham” e “Clive Owen” (e ricordiamo anche che c’è anche Robert De Niro) del resto, l’unica cosa che ci si aspetta, sono tante esplosioni, tante “mazzate e tanto sangue e il film di Gary McKendry ha tutto questo, peccato che poi vuole umanizzarsi e, come lo stesso regista ha dichiarato, inserisce nella storia un lato umano, che sa di retorica spicciola, tanto da risultare stucchevole e a volte anche fin troppo ridondante. Del resto i personaggi principali così come i protagonisti non sono altro che degli stereotipi visti e rivisti nel cinema, soprattutto negli action-thriller sulle guerre internazionali tra mondo occidentale e mondo arabo. Purtroppo la pellicola non si salva nemmeno con la scritta ad inizio e a conclusione del film che ricorda ai telespettatori che si tratterebbe di una storia vera.

Il titolo comunque rimane un colpo di genio, se vogliamo proprio trovare qualche cosa di geniale in questo film. Infatti come non pensare ad un remake del più celebre “Killer Elite”, anno 1975, spy story targata Sam Peckinpah con Robert Duvall, James Caan e Arthur Hill: purtroppo per il “Killer Elite” del 2012 non ha nulla del suo predecessore.

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