Marilyn: recensione film

“ASPETTA DEVO DIVENTARE LEI”. SIMON CURTIS RACCONTA MARILYN MONROE, LA DONNA E L’ATTRICE

Una dea greca, una stella del cinema, la novità, puro intuito recitativo, magnetica, chi era Marilyn Monroe? Tutto questo, ma probabilmente molto altro, era anche smarrimento, insicurezza, dipendenza. Un personaggio con mille sfaccettature, un insieme di fattori, pregi e difetti che l’hanno resa l’icona di ieri e di oggi. 

Racconta di una donna e delle sue fragilità il film di Simon Curtis, dal punto di vista di un ventitreenne aiuto regista che fa di tutto pur di lavorare nel cinema e che, per puro caso, riesce a finire non su un set qualsiasi, ma quello dove recita Marilyn Monroe con Laurence Olivier. La pellicola è “Il principe e la ballerina”, la prima pellicola prodotta dall’attrice che la porterà nel 1958 a vincere il David di Donatello.

Il film di Curtis è tratto dalla biografia di Colin Clark “My Week with Marilyn”, dove il giovane Colin alla sua prima esperienza sul set si ritrova a intrecciare uno strano rapporto con l’attrice più bella del momento. Un racconto delicato, mosso a raccontare un lato nascosto della stella che siamo abituati a vedere nei film o nelle numerose immagini, ma anche un punto di vista particolare sul cinema britannico dell’epoca e su un mondo labile, pieno di luce e ombre, in cui per un attore è difficile accettare il tempo che passa e il doversi fare da parte.

Una sceneggiatura mai banale che rende il racconto godibile e interessante, quello che colpisce di più è la capacita di Curtis di trasmettere il magnetismo di Marilyn agli spettatori che rimangono incantati, come gli attori, mentre la bellissima e bravissima Michelle Williams interpreta l’attrice, facendo dimenticare che sta recitando una parte e lasciando l’illusione di essere veramente Marilyn, senza mai sembrare una parodia o un’imitazione.

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