Molto forte, incredibilmente vicino: curiosità sul film

L’APPASSIONANTE STORIA DI UN BAMBINO ALLA RICERCA DEL PADRE

Molto forte, incredibilmente vicino è l’ultimo lavoro di Stephen Daldry, regista conosciuto per capolavori quali Billy Elliot, The Hours. Applaudito dalla stampa durante il 62esimo festival di Berlino, tra le lacrime e i singhiozzi, arriva finalmente nelle sale italiane a partire dal 23 maggio. “Emozionante, coinvolgente, stravolgente, bellissimo, commovente”, sono solo alcuni degli aggettivi che sono stati attribuiti a questa pellicola.

Il film, tratto dall’omonimo best seller letterario di Jonathan Safran Foer, ripercorre l’arco di tempo di un anno di vita del giovane Oskar. La storia è narrata dal bambino che, dopo la morte del padre avvenuta nell’attentato dell’11 settembre 2001 al World Trade Center, comincia il suo personale viaggio alla ricerca del suo ricordo. La spedizione inizia per il ritrovo di una chiave misteriosa tra gli oggetti del genitore e viene portata avanti dall’interrogativo “cosa apre?”.

Sullo sfondo di una New York devastata dall’attentato, emergono le mille sfaccettature di una società multietnica e piena di segreti. Si crea così una sorta di parallelismo: da una parte abbiamo l’iter psicologico di un bambino alla ricerca di se stesso e del padre, morto troppo presto affinché la cosa possa essere compresa; dall’altra l’osservazione critica di una città misteriosa e dei suoi abitanti controversi.

Allo stesso tempo, è anche un’opera innovativa e originale in quanto è la prima che tratta la realtà dell’11 settembre, analizzata attraverso il dolore di chi ha subito l’eco dell’atto terroristico in prima persona. Dal tono drammatico ma alleggerito da piccoli sketch divertenti, il film lascia uscire il pubblico dalle sale con un quesito amletico: “c’è una risposta razionale a tutto ciò che succede?”. A voi il responso.

Ciò che vi possiamo anticipare noi è come andare preparati alla visione nei cinema: una maschera antigas, un tamburello, un nastro adesivo, un binocolo, un diario di bordo, la macchina fotografica di vostro nonno, un fischietto di sicurezza, il libro A Brief History of Time di Stephen Hawking, il cellulare, i biscotti e il messaggio “non smettere di guardare” di vostro padre. Una volta muniti di questi indispensabili oggetti sarete pronti ad affiancare Oskar nel suo viaggio.

CURIOSITÀ:

1)     Thomas Horn, interprete di Oskar, non aveva mai recitato prima di questo film. La sua unica esperienza precedente era stata in una recita scolastica alle elementari, nella quale aveva interpretato una cavalletta.

2)     Lo sceneggiatore della pellicola è Eric Roth, vincitore del premio Oscar come Miglior Film per Forrest Gump.

3)     La costumista è la leggendaria Ann Roth. Il suo lavoro è stato talmente di eccellente qualità che Zoe Caldwell, la nonna di Oskar nel film, ha affermato di aver compreso il suo personaggio solo dopo aver indossato il costume di scena.

4)     Thomas Horn all’età di 15 anni parla 4 lingue.

5)     Tom Hanks e Thomas Horn hanno stretto un’amicizia profonda sul set, portata avanti anche nella vita reale.

 

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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