Workers-pronti a tutto: recensione

I DISOCCUPATI DI LORENZO VIGNOLO, PER UNA DENUNCIA SOCIALE IN MODO ESILARANTE

Corrado Guzzanti anni fa aveva fatto diventare un tormentone il motto “C’è grossa crisi”, del suo personaggio Quelo. Oggi più che mai è una frase che ascoltiamo talmente tanto che rischiamo di esserci assuefatti, e anche il cinema italiano non poteva che trarre spunto da questa situazione economica e dalle problematiche sociali che ne derivano, in primis il problema della disoccupazione.

E in modo particolare ed originale che il film di Lorenzo Vignolo affronta uno dei problemi più gravi di questo periodo, e lo fa in modo leggero come si addice ad una commedia, senza però sminuire la problematica, anzi lasciando emergere tutte quelle che possono essere le conseguenze della disoccupazione e la disperazione di chi la vive, raccontando situazioni tra il tragico e il comiche in cui si potrebbe capitare.

Il filo conduttore che unisce gli episodi è l’ufficio di collocamento “Workers Sandro & Sandro” con i due associati che si impegnano a trovare lavori, bizzarri ma onesti, ai disoccupati che si rivolgono a loro.

L’originalità si trova in due aspetti fondamentali; lo stile della narrazione unisce gli episodi in modo coerente e uniforme, dando un ritmo vivace e divertente agli eventi. Un altro fattore interessante si trova nei mestieri proposti ai protagonisti, lavori particolari e originali, e per certi aspetti anche assurdi, ma che non arrivano a sembrare surreali e si sposano perfettamente con lo stile dichiaramente ironico. 

Gli interpreti sono tutti all’altezza della comicità, simpatici e piacevoli da incontrare nuovamente sullo schermo Michelangelo Pulci, Alessandro Bianchi e Dario Bandiera, bravi come sempre Francesco Pannofino e Nicole Grimaudo, senza dimenticare la simpatica apparizione di Nino Frassica e Paolo Briguglia.

Prodotto gradevole e poco pubblicizzato, che dovrebbe avere maggiore visibilità e al quale auguriamo un degno passaparola: in fondo riflettere in maniera esilarante è un’idea non da poco. Merita di sicuro una platea più vasta. 

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