Biancaneve e il Cacciatore: recensione film

LA PRINCIPESSA NEI PANNI DI UNA GUERRIERA, IN UN KOLOSSAL DAI TONI DARK

biancaneve e il cacciatore locandinaGENERE: fantasy

DURATA: 127

DATA DI USCITA: 11 Luglio 2012

VOTO: 2,5 su 5

Come rovinare una delle più belle storie d’amore che ha fatto sognare milioni di bambine, e allo stesso tempo rimodellare in chiave fantasy una favola tutta rosa e fiori. Questo ciò che si pensa appena finito di vedere Biancaneve e il Cacciatore. Gli interrogativi che ronzano nella testa degli spettatori, andrebbero posti al regista Rupert Sanders, che alla sua prima prova dietro la macchina da presa ha deciso di prendere il primo capolavoro della Disney, e crearne un kolossal stile Il Signore degli Anelli.

L’impostazione dark si evince fin dall’inizio grazie ad una scenografia magniloquente e oscura, ma anche per la storia particolarmente tormentata e in eterno conflitto. Il re, padre di Biancaneve, salva la bella Ravenna da un gruppo di guerrieri e la sposa, per dare una madre alla figlia e una regina al regno. Ravenna è in realtà una strega che non solo uccide il marito, ma rapisce anche tutte le ragazze dell’impero per catturare la loro bellezza e giovinezza.

Ad interpretare la bella del reame troviamo una Kristen Stewart alla disperata ricerca di un ruolo che la allontani dalla trilogia di Twilight. Ci dispiace immensamente dirlo perché ben speriamo che riesca a costruirsi una solida carriera visto che non le mancano né il talento né le opportunità, ma le sue espressioni di dolore, sgomento e finto coraggio troppo ci fanno pensare ancora al personaggio di Bella Swan. La strada per la gloria hollywoodiana insomma, è ancora lunga.

Sicuramente l’opera prima nel complesso catturerà l’attenzione del pubblico e della critica: Biancaneve che prende in mano una spada e combatte contro una matrigna che si dissolve nell’aria in migliaia di corvi e contro troll alla Peter Jackson; il principe azzurro che ha le sembianze di Aragorn e la schiera al seguito che ricorda la compagnia dell’Anello; fa da sfondo un mondo meraviglioso alla Alice in Wonderland con piccoli mostriciattoli che ricordano gli Umpa Lumpa de La Fabbrica di Cioccolato. Inimmaginabile. In fin dei conti è un film che lascerà perplessi gli amanti della fiaba, ma renderà contenti quanti non ne potevano più di favolette e buonismo.

Ciò che rende interessante il film è anche l’ottima qualità della fotografia e le note solenni della colonna sonora. Rendono l’atmosfera emotiva ancor più suggestiva e inquieta. Perché indubbiamente Biancaneve e il Cacciatore è un prodotto del buon cinema action, ma simultaneamente la sua pecca è proprio nel voler attualizzare a tutti i costi una favola e nel ridurla ad una scopiazzatura di dettagli presi qua e la tra lungometraggi del passato.

 

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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