Chef: recensione

COMMEDIA DIVERTENTE, MA MENO INTERESSANTE DELLE ALTRE OPERE CHE ARRIVANO D’OLTRALPE

Il cinema francese, o meglio la commedia francese degli ultimi 10 anni, sta vivendo un periodo di grande splendore. Film come “Quasi Amici”, “Il mio miglior incubo” e “Per sfortuna che ci sei” – giusto per citare film passati recentemente in sala, dimostrano che in Francia sanno come far ridere lo spettatore, facendo anche riflettere e portando sullo schermo una comicità intelligente, che evita gli stereotipi e/o le gag comiche e volgari della nostr cinematografia. A questa schiera di pellicole francesi, possiamo aggiungere anche “Chef” di Daniel Cohen, che sbarcherà nelle sale italiane a partire dal 22 giugno prossimo. La pellicola ovviamente, come si può facilmente intuire dal titolo, racconta la storia di uno chef, Jean Reno, che non riesce a rinnovare il suo menù, rimanendo legato ad una cucina del passato, la quale non è più apprezzata dai critici culinari, appassionati ormai della moderna e poco sana cucina molecolare.

Alexandre Lagarde, questo il nome del protagonista, rischia quindi di perdere il suo ristorante, qualora dovesse perdere la mitica terza stella. A questo punto, gli eventi gli faranno incontrare un imbianchino, anche lui un cuoco raffinato, che però proprio per il suo essere troppo puntiglioso, non riesce a trovare un lavoro in un ristorante. Insomma i due, tra incomprensioni a causa dei loro caratteri esplosivi, insieme tenteranno di salvarsi a vicenda. Il film procede spedito fino alla risoluzione finale, senza troppi colpi di scena e con qualche scena davvero esilarante, ben lontana però dalla comicità ad esempio di “Fuori menù”, pellicola spagnola del 2008 di Nacho G. Velilla, anch’essa incentrata sul mondo dei fornelli. A salvare “Chef” ci pensano però i due attori protagonisti: Jean Reno, che non ha bisogno certo di presentazioni, e questo giovane comico Michaël Youn, nuova stella nascente del cinema francese, che nei prossimi anni certamente vincerà anche qualche premio a livello internazionale. Se volete andarlo a vedere al cinema, un consiglio: arrivate in orario, perché ci sono dei divertentissimi titoli di testa!

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