Chernobyl diaries – la mutazione: recensione horror

POCO UTILE ALLA CAUSA, IL FILM UTILIZZA TUTTI I CLICHE’ A DISPOSIZIONE ANNOIANDO DI BRUTTO

Il governo tace, le radiazioni persistono, la mutazione avanza. Genetica, terrore, handycam e bellone da mozzare il fiato puntualmente destinate al macello; ogni horror cerca di rifuggire ai clichè, ma non sempre scappare è possibile, la paura ti raggiunge ovunque tu possa trovare rifugio e queste ne sono le conseguenze. Cernobyl Diaries – La mutazione si aggiunge alla nutrita schiera di settore, ponendosi in tutta la sua pomposa grazia, tra il ridicolo e il noioso, nonostante la presenza di Oren Peli (Paranormal Activity) come produttore e l’esordio alla regia di Brad Parker.

Non c’è niente di originale nel raccontare a ritmo di sobbalzi e giochi di macchina le evoluzioni di un gruppetto di survivors, sei malcapitati amici con tanto di guida ucraina che da Kiev partono alla volta di Pripjat. Città fantasma almeno sulla carta, ma in realtà abitata da fameliche creature, pazienti della zona nucleare scappati chissà come dalle colline che hanno gli occhi. O da una serie di altri film degli anni 70-80 che si vuole evidentemente omaggiare, pur nella versione mockumentary moderna e con scarso successo.

Mostri in agguato, silenti e famelici, che è un po’ la costante di ogni genere spaventevole, ossia il cannibalismo dilagante, uniti a radiazioni letali e ad un paesaggio brullo e desolante che sfianca lo sguardo e invita a starne alla larga. Come a dire, se venite a casa nostra, per voi sono guai grossi. Un plot avaro di novità costellato di stereotipi dietro ogni frasca, paura surriscaldata da casse dolby e tedio dilagante sia in apertura che chiusura film.

Altro aspetto da non sottovalutare è l’attesa, stancante, spossante, quel climax che per lunghi minuti è pronto a trascinarti nelle viscere di edifici abbandonati e in quelle ex fabbriche gravide di pericoli, in attesa che la creatura o le creature si palesino, di capire che i soccorsi non arriveranno e che le speranze diminuiscono attimo dopo attimo. Nell’indugio che tutto questo accada, noi abbiamo già spento il cervello. La mutazione deve iniziare risollevando il genere horror con idee e mezzi più efficaci, non basta spaventare il cardiopatico di turno: a quello ci pensa l’Imu. 

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