Kubrick vs Spielberg: leggende a confronto

PARAGONE TRA DUE DEI MIGLIOR REGISTI DI SEMPRE

Nella memoria storica e presente del mondo cinematografico, quelli di Stanley Kubrick e di Steven Spielberg sono due dei nomi che figurano tra i più grandi e apprezzati. Bravura, creatività, genialità, coraggio nell’osare e lo stare un passo avanti rispetto agli altri sono le caratteristiche che gli hanno fatto guadagnare un posto nell’olimpo del cinema.

Kubrick si è distinto in particolar modo per la capacità di manovrare tutti i generi con intuito ed esperienza, innovando sempre e non scegliendo mai la strada facile del conformismo circa le preferenze dello spettatore. La sua forza era nel rischiare, nel portare sul grande schermo temi caldi e crudi. Definito come l’anticipatore del XXI secolo grazie agli argomenti che trattava nei suoi lavori, il regista americano seppe scavare la coscienza dell’uomo, analizzando sentimenti dalla difficile interpretazione come l’odio e la violenza.

Wendy? Tesoro, luce della mia vita. Non ti farò niente. Solo che devi lasciarmi finire la frase. Ho detto che non ti farò niente. Soltanto quella testa te la spacco in due! Quella tua testolina te la faccio a pezzi!”. Indimenticabili capolavori come Shining e Arancia Meccanica hanno destabilizzato e impressionato un pubblico non abituato a vedere film del genere, con tematiche troppo scottanti per essere capite. Kubrick voleva far conoscere i pericoli dell’uomo trascinato dalla violenza psicologica, non di certo incoraggiarla.

Le sue opere non hanno mai avuto, inoltre, vita facile. La censura e lo scandalo sono sempre stati i grandi antagonisti al successo dei suoi lavori. Ciò è accaduto per esempio per Lolita e Eyes Wide Shut. Il primo lungometraggio parla di pedofilia: non solo oggetto delicato e insidioso per l’epoca ancora bigotta (1962), ma anche per il come veniva affrontata la vicenda. Si trattava infatti, di una relazione nella quale la minorenne era consenziente.

Altra materia scottante ma analizzata in modo assolutamente oggettiva è quella che qualifica l’ultimo film del movie maker, quello che uscì nelle sale quando il creatore era già morto. Parliamo dell’opera che vede protagonisti un Tom Cruise e una Nicole Kidman, alle prese con problemi di coppia. I due coniugi prendono coscienza della fine della storia e della noia che fa parte della loro vita cercando rifugi sessuali, chi partecipando ad orgie, chi lasciandosi andare a desideri sessuali respinti.

Sebbene di materiale hot ce ne sia eccome nelle sue opere, al newyorkese più famoso del mondo del cinema si può riconoscerne il fatto che non è mai caduto in volgarità banali, ha sempre cercato di andare a scavare la profondità del concetto, e le insidie che si nascondono nei comportamenti e nell’animo umano. Indecoroso ma allo stesso tempo geniale, Kubrick rimarrà nella storia come il regista che ha trattato con abilità, ingegno e talento tutti i generi cinematografici.

Originalità, fantasia e acutezza sono allo stesso modo le qualità di Spielberg. Come Kubrick, anche lui ha portato sul grande schermo l’analisi dei sentimenti distribuiti in vari generi. Ma la differenza sta nel fatto che essendo Spielberg un autore più contemporaneo, ha saputo usare mezzi speciali e tecniche innovative, incuriosendo lo spettatore senza però scandalizzarlo. Risultando così, più stimato dalla platea.

Il cavallo di battaglia del creatore di film quali E.T. – l’Extra Terrestre, Indiana Jones, Jurassic Park, A.I. – Intelligenza Artificiale e Minority Report sta proprio nel comune denominatore di questi titoli: la fantascienza. Ha voluto insegnare attraverso un mondo fantastico quanto irreale nel quale sognare, precetti di vita e buoni sentimenti.  Ma anche divertire con film quali Prova a prendermi, The terminal e Le avventure di Tintin.

O semplicemente aiutare a non scordare con Schindler’s list o Salvate il soldato Ryan. Spazia da un argomento all’altro senza troppe difficoltà, riuscendo ad ottenere sempre un ottimo lavoro. Il pubblico rimane entusiasmato dai suoi film per la bellezza delle immagini e la grandiosità della scenografia: la resa degli effetti speciali è la ciliegina sulla torta che lo ha reso uno dei più grandi nomi della storia del cinema.

E se apparentemente le analogie sono solo nella grandezza dei nomi e dei contenuti, è arrivato il momento ora di ricredervi. Un punto debole su quale si possono criticare lo hanno entrambi, e questi due video ne sono la prova. Mostrano le espressioni visive spesso standardizzate che hanno i personaggi nei loro film. E voi chi preferite: Kubrick e la smorfia a denti stretti, faccia bassa e sopracciglia inarcate (clicca qui per il video) o Spielberg e la faccia sgomenta di chi è rimasto incredulo (clicca qui per il video)?

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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