Le serie tv sono il nuovo cinema? no

LE SEGUITISSIME SERIE TV STANNO ACQUISTANDO L’IMPORTANZA CHE ERA PROPRIA DEL CINEMA?

Immensi autori, produttori di lusso e ultimamente anche attori importanti (per citarne uno Dustin Hoffman che è stato tra i protagonisti di Luck serie tv che raccontava del mondo delle scommesse dei cavalli “prematuramente scomparsa” dagli schermi televisivi per le enormi polemiche nate dalla morte di due animali) strizzano l’occhio alla televisione diventando colonne portanti di moltissimi telefilm di grande successo.

C’è chi, esagerando, addirittura afferma che i serial potrebbero diventare se non già essere considerate il nuovo cinema o una vera e propria forma di arte. Che sia vero o meno c’è da dire che moltissime serie televisive, oggi più che mai, diventano importanti fenomeni di costume e rubano al grande schermo trame e protagonisti senza aver nulla da invidiare qualitativamente a molti dei kolossal che il grande schermo propone.

La verità è che gli shows televisivi hanno dalla loro la capacità di catturare lo spettatore in un ritaglio di tempo che non dura più di 40 minuti e di inserirlo nella vita dei personaggi stuzzicando in lui la curiosità di quel che accadrà che poi lo porta, di settimana in settimana, a ritrovarsi lì davanti allo schermo. Le serie tv hanno la stessa abilità nell’attrarre che ha un libro per un lettore.

Dalle commedie al medical, dal crime alla fantasy ogni serie televisiva viaggia su un doppio binario: da una parte vi sono le vicende collettive dei medici e dell’ospedale, il caso da risolvere del crime, la storia fantastica da raccontare e dall’altra ci sono le vicende personali dei protagonisti che portano lo spettatore a non smettere di seguire un serial.

Gli spettatori sono audience, l’audience è pubblicità, la pubblicità sono soldi e non c’è da stupirsi se le reti televisive puntano e pagano profumatamente grandi penne, ottime regie ed egregi attori per creare un buon prodotto, come allo stesso modo non c’è da stupirsi se con la stessa velocità con cui nascono molti shows muoiono nel bel mezzo o alla fine della loro prima stagione, senza possibilità di appello.

La possibilità di cambiare canale, il poter vedere un prodotto di livello a costo zero, il breve tempo in cui la storia di una puntata si consuma. Sono davvero tanti i pro che una serie televisiva ha se messa a confronto col cinema ma tra i tanti punti a suo favore ce n’è uno, il più importante, che non è dalla sua parte: la serie televisiva, per quanto buona, ha una scadenza. Il cinema no.

Ci sono film di venti, trenta o quant’anni fa che si ha il piacere di rivedere oggi, si ha la voglia di rivederli. Una serie televisiva anche di dieci anni fa ora stona agli occhi di chi la guarda. Il forte rapporto che lo spettatore crea col personaggio che attrae la sua curiosità è una lama a doppio taglio perché una volta conosciuta la fine la curiosità svanisce.

In più le serie tv (anche quelle storiche o comunque non ambientate ai giorni nostri) sono legatissime ai costumi e alle mode letterarie e cinematografiche del momento in cui vanno in onda e, chi prima e chi dopo, arriverà per tutte il tempo di essere considerate un noiosissimo prodotto vintage. Si pensi solo che già adesso Lost (finito nel 2010) sulla pagina di facebook dell’Accademia dei Telefilm è reputato un prodotto dall’immeritato successo da molte persone che hanno iniziato a vederlo recentemente.

Le serie televisive hanno un’età, il cinema no è questo che fa dei primi un passatempo e del secondo un’arte da rispettare, favorire e alimentare.

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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