Ribelle – The Brave: recensione film

DIVERTENTE, APPASSIONANTE, AVVENTUROSO: HA TUTTI GLI INGREDIENTI GIUSTI

ribelle the brave locandinaGENERE: animazione

DURATA: 93

DATA DI USCITA: 5 Settembre 2012

VOTO: 4 su 5

Coraggio. Una parola comune, ma che racchiude in sè una grande virtù non sempre facile da applicare nella vita. Bisogna essere coraggiosi nel prendere decisioni, di fronte ai pericoli, in amore, in famiglia, al lavoro. Winston Churchill la definì come “la prima delle qualità umane, perché è quella che garantisce le altre”. Ed è proprio in questa parte della personalità la forza di Merida, protagonista del nuovo film d’animazione della Disney-Pixar Ribelle – The Brave, per la regia di Mark Andrews e Brenda Chapman.

Per la prima volta il personaggio principale è una giovane ragazza dalla chioma folta e riccia, indomata proprio come lei. Figlia del re e della regina di Scozia, il suo destino sembra essere segnato: come vuole la tradizione sposerà uno tra i primogeniti dei capi dei clan alleati al regno del padre. Non è però ciò che vuole lei. Lei vuole libertà, vuole il suo cavallo e il suo arco. Per sfuggire ad un fato inarrestabile si affida ad una strega, il cui sortilegio porterà il reame verso la distruzione.

Il film è il tredicesimo della casa di produzione cinematografica dedicata ai film d’animazione, e come ogni suo prodotto anche questa volta il lavoro è impeccabile. Impregnato di valori sui quali riflettere e insegnare, questa volta il punto centrale è il destino. Ad aprire il film, mentre vengono mostrate immagini che raffigurano il suggestivo panorama scozzese, la voce di Merida annuncia: “Si dice che il destino sia cucito come un tessuto e che la vita di ognuno di noi sia intrecciata in quella di molti altri”.

Perché Merida è costretta a sposarsi e vivere la vita della madre, in quanto regina? Perché nella foreste i fuochi fatui la conducono nella capanna di una strega? Perché decide di cambiare il corso degli eventi? La risposta è chiara. Tutti noi vogliamo decidere della nostra vita, non vogliamo imposizioni ma libertà. “Tutti cercano il proprio destino, o tentano di cambiarlo. Alcuni non hanno fortuna, mentre altri vengono aiutati a trovarlo”. Lei tenterà di cambiare la sorte, lotterà con tutte le sue forze per non rispettare gli ordini.

Ma la lezione che imparerà Merida è capire sempre fino a che punto spingersi, fino a che punto osare. Cercare di non essere egoisti, ma di pensare a sè stessi al punto giusto da non ferire gli altri. In questo caso specifico la sua famiglia, sua madre, che le è sempre stata vicina durante la crescita e che vuole diventi una principessa all’altezza del nome. Lo spettatore però, come avrà capito, non deve aspettarsi la classica Biancaneve o Cenerentola. È totalmente fuori dalla regole, quasi una Robin Hood al femminile.

La storia è interessante poiché ambientata nell’antichità e particolare; è piena di scene divertenti e esilarante. A regalare la risata sono soprattutto i tre piccoli fratellini di Merida, talmente pestiferi e svegli da combinare spiritosaggini di tutti i colori – ricordano i tre figlioletti di Chiuchino e il drago in Shrek; ma anche il padre, Re Fergus è un omone eroico dall’animo buono ma dalla testa troppo calda tanto da fa ridere solo al guardarlo e sentirlo parlare.

Alti tocchi di genialità e creatività rendono questo film d’animazione al pari dei suoi precedenti, senza davvero nessuna nota negativa. Anzi acquista un punto in più, per la bellezza delle immagini dovuta al 3D e alla spettacolarità della fotografia. Consiglio spassionato: non arrivate tardi in sala, altrimenti vi perdete il solito cortometraggio che apre i film della Disney-Pixar. Questa volta l’opera è stellare in tutti i sensi, si intitola La Luna ed è del genovese Enrico Casarosa. Un fiore all’occhiello.

 

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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