The amazing spiderman: pareri opposti sul film

LA REDAZIONE SI METTE A CONFRONTO SUL REBOOT E IL SUO PREDECESSORE

The Amazing Spider-Man è la storia di Peter Parker, un liceale emarginato che è stato abbandonato da piccolo dai genitori e affidato allo zio Ben e alla zia May. Come la maggior parte degli adolescenti, Peter cerca di capire chi è e come è diventato la persona che è adesso. Peter cerca la sua strada insieme alla ragazza per cui si è preso una cotta, Gwen Stacy, e insieme i due affronteranno l’amore, l’impegno e tanti segreti. Quando Peter scopre una misteriosa valigetta che apparteneva a suo padre, inizia una ricerca per capire il perché della scomparsa dei genitori – e questo lo porta direttamente a Oscorp e al laboratorio del Dr. Curt Connors, il vecchio socio del padre. Quando, come Spider-Man, entrerà in rotta di collisione con l’alter ego di Connors, Lizard, Peter sceglie di usare i suoi poteri e diventare un eroe, anche se questo cambierà radicalmente la sua vita.

COME GIUDICHI LA SCELTA DEI NUOVI ATTORI PROTAGONISTI? 


FRANCESCO: I responsabili del casting hanno avuto lavoro facile. Per dare una ventata di freschezza e gioventù ad una saga ormai stantia, hanno puntato forte su due volti giovani e in piena ascesa. Nella scelta dei due main role forse la vera scommessa è stata quella di puntare su Andrew Garfield, al primo vero ruolo da protagonista dopo essere stato la spalla dello Zuckerberg cinematografico in The Social Network. L’attore, che ha confessato di essere un grande fan di Spider-Man sin da bambino, si destreggia bene nel ruolo del teenager tormentato che improvvisamente diventa eroe mascherato, ma la sua performance non è certo di quello spessore attoriale che il buon Tobey Maguire aveva fornito nei film di Raimi. In questo senso anche Emma Stone, nel ruolo del primo amore di Peter Parker, la liceale Gwen Stacy, non è certamente sfruttata al meglio e si limita al compitino: d’altronde il suo sorriso e la sua bellezza riescono comunque a far breccia nel cuore degli spettatori.

SIMONE: Andrew Garfield è esattamente come ognuno di noi s’immagina possa essere Peter Parker al cinema. Ma l’andatura goffa, lo sguardo straniato e la dolcezza insita nel volto di Tobey Maguire ci riportano ad un uomo ragno di pregevole e delicatissima fattura. Mentre nel confronto femminile la Stone porta un tocco di verve alla splendida noia interpretata dalla Mary Jane Watson di Kirsten Dunst. Certo, la Gwen Stacy di Raimi rimane in ombra fino al terzo capitolo, quindi il paragone non si pone nemmeno. 

MEGLIO L’ESORDIO DI QUESTA NUOVA SAGA O LA PRECEDENTE DI RAIMI? 

FB: I due prodotti non sono neanche lontanamente paragonabili. The Amazing Spider-Man vira decisamente nel genere teen-movie. E in questo senso non basta giustificare l’operazione compiuta dal regista Webb come un tentativo di essere più fedeli alla storia originale del fumetto. I tanto decantati temi della responsabilità derivante da grandi poteri e la stessa evoluzione del personaggio Peter Parker, sono affrontati in maniera trasversale, quasi superficiale, così come la storia d’amore tra i due protagonisti, che non si discosta molto dai tomenti pseudo adolescenziali del Twilight di turno. 

SB: Decisamente il primo, per intensità emotiva e rabbia interiore, nell’eterno dilemma tra adolescenti e uomini, un ragazzo si prende suo malgrado la responsabilità di difendere una città, simbolo dell’intera sua nazione. Lampi di classe, genuine dimenticanze ed una vena retrò che applicata ad un fumetto hanno reso il primo Spidey indimenticabile.  

LO CONSIGLIERESTI?


FB: Lo consiglierei come puro prodotto visivo, per una resa in 3D che certamente valorizza le numerose scene di azione presenti nel film. Per il resto forse sarebbe meglio andare a ripescare nella videoteca di fiducia i precedenti episodi e gustarseli comodamente sul divano di casa. 

SB: Lo consiglierei si, perché alla fine è un bel prodotto d’intrattenimento cinematografico, pieno di belle sequenze e per lunghi tratti più “verosimile” e tendente al fumetto. Ma, come scritto finora, nel momento in cui ci si chiede per forza di cose un paragone direi: non ne sentivamo l’esigenza, pur mancandoci Spiderman tantissimo in sala! 

SCRITTO DA FRANCESCO BUOSI E…

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