Toni servillo: premio alla carriera al bellaria film festival

L’ATTORE PARTENOPEO CI PARLA DEL SUO ULTIMO FILM CON SORRENTINO, AL FIANCO DEI ROMANACCI CARLO VERDONE E SABRINA FERILLI

Ci sono attori per cui non servono presentazioni, il loro talento e successo li precedono notevolmente; impossibile negare che uno di questi sia il partenopeo Toni Servillo, omaggiato in questi giorni alla trentesima edizione del Bellaria Film Festival con il Premio Casa Rossa alla carriera. Sono trascorsi dieci anni da quando, sempre al Bellaria Film Festival, vinse come migliore attore per L’uomo in più, film esordio del regista Paolo Sorrentino, e da quell giorno, di strada, Toni Servillo ne ha fatta.

L’attore deve ringraziare proprio Sorrentino, il quale, dopo L’uomo in più nel 2002, ha continuato a chiamarlo nei suoi film, realizzando insieme capolavori come Le conseguenze dell’amore e Il Divo. Osannato al Festival di Cannes del 2008 insieme a Gomorra di Matteo Garrone, da quel momento, Servillo ha collaborato con tanti registi esordienti di talento, i quali, gli hanno sempre offerto ottimi ruoli. Facendo alcuni nomi, Antonio Capuano Andrea Molaioli, Mario Martone.

L’attore, presente a ritirare il premio alla carriera, ha espresso alcune sue riflessioni sull’andamento di un cinema che sembra sempre più proiettato verso il mercato ma che al contempo è in grado di regalarci alcune perle come ad esempio l’ultimo successo internazionale dei fratelli Taviani. Bellaria è difatti ritenuto dallo stesso Servillo, un festival che da sempre, non guarda al mercato ma alla scoperta del talento. Ed è questa la direzione che dovrebbero seguire le istituzioni culturali del nostro paese per investire nel nuovo e nel talento.

L’occasione è poi perfetta per parlare del nuovo film al quale l’attore partenopeo parteciperà, di nuovo in collaborazione con Sorrentino, e al fianco di Carlo Verdone e Sabrina Ferilli. La grande bellezza è il titolo e come si può immaginare, sono poche le anticipazioni che l’attore si lascia sfuggire se non ribadire la sua felicità nel lavorare con Verdone, attore che stima e che ritiene bravo e popolare.

Si dilunga volentieri però sulla sua lunga turné teatrale di Trilogia della villeggiatura che lo ha portato in tutto il mondo per quattro anni e che è oggetto di un documentario presentato proprio al Bellaria Film Festival di quest’anno, 394, Trilogia nel mondo, diretto da Massimiliano Pacifico. “394 sono le recite che abbiamo fatto in 4 anni di Trilogia della villeggiatura – dice – e il film rievoca tutte le fasi dell’avventura. Il regista ha raccontato trionfi e amarezze, fatiche, gioie, rinunce e incontri che fanno parte della vita del teatrante. Abbiamo proiettato il documentario anche al Teatro Valle Occupato. Io al Valle ho recitato per 25 anni, lo considero quasi una casa per me “.

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