CinecittÀ: i manifestanti mettono in scena il funerale degli studios

DURANTE LA CONFERENZA STAMPA DI ABETE I LAVORATORI SI CIMENTANO IN UNA FOLKLORISTICA PROTESTA

Proprio nel giorno della conferenza stampa di Luigi Abete indetta per illustrare il progetto che la Cinecittà Studios sta portando avanti i lavoratori ,che da mesi stanno scioperando e occupando le strutture, riunitisi davanti alla Casa del Cinema di Villa Borghese, dove l’imprenditore stava presentando le idee, hanno messo in scena un vero e proprio funerale per Cinecittà con tanto di prete e tomba.

Protetto dalle mura della Casa del Cinema Abete ha commentato il comportamento dei dipendenti minacciando licenziamenti. L’imprenditore ha infatti asserito “Se i lavoratori continueranno a occupare, l’azienda nei prossimi giorni deciderà di portare avanti i licenziamenti. Spero proprio di non doverlo fare e che sospendano la protesta e condividano il piano che abbiamo fatto” definendo le proteste “una miope opposizione sindacale contrasta il progetto di sviluppo di Cinecittà ostinatamente e con rilevanti danni. A parte quello economico di un’azione sindacale fuori dalle regole, che si protrae ininterrottamente già da alcune settimane, il danno irreversibile è la campagna di stampa internazionale sullo slogan falso che Cinecittà chiude o viene cementificata.

E invece dovrebbe essere: ‘Liberiamo Cinecittà dai conformismi’. Così si allontana l’unico mercato potenziale del futuro cioè quello del cinema internazionale”. Abete inoltre incolpa i lavoratori inferociti per la mancanza d’introiti “per il rumore dei manifestanti non si possono registrare i film. Inoltre la speculazione non c’è ma solo una riorganizzazione aziendale e un progetto di sviluppo per rilanciarla”.

Eppure nonostante “il rumore dei manifestanti” la conferenza, come da copione, continua con la presentazione del progetto di Abete che si divide in due fasi: una che comprende la costruzione di un teatro di posa, delle dimensioni del teatro 5 recentemente bruciato ma già in ricostruzione, completo di tutte le tecnologie e adatto alle riprese cinematografiche con integrazioni multimediali e 3D, un luogo di ristorazione e un albergo, a detta dell’imprenditore, con annessa aria fitness che sia in grado di ospitare, secondo canoni internazionali, le troupe che gireranno; la seconda fase del progetto comprende invece un Distretto del cinema multimediale (Dcm) che servirà a ospitare altre società del settore laboratori, centri formativi, spazi professionali e centri di ricerca.

Continuando il suo sproloquio nei confronti dei manifestanti Abete si sfoga ”Che danno facciamo all’azienda? Investiamo in un momento in cui in Italia non investe più nessuno. Siamo al luddismo 2 secoli dopo. Una volta si abbattevano le macchine, oggi si abbattono coloro che vogliono fare. C’è grande amarezza per questa sagra del conformismo e dell’ignoranza. Ho sentito parlare della costruzione di un albergo a 5 stelle con 2 piscine dentro gli studios. Faccio l’imprenditore da una vita ma spiegatemi chi è quel ‘co……’ che va a fare un investimento del genere a Via Tuscolana. Il problema vero è che ci sono 30 persone che non vogliono andare a lavorare a 20 Km da Cinecittà o comunque all’interno del Comune di Roma’‘. O, forse, il problema vero è che quell’albergo non ospiterà solo le troupe ma anche i turisti e allora il rumore di chi non è lì per fare cinema davvero sarà assordante. 

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