CinecittÀ: voglia di fare cinema

GLI STORICI STUDIOS RIVENDICANO CON FORZA E PASSIONE LA LORO MISSION PRIMARIA

È da settimane che i dipendenti di Cinecittà occupano gli stabilimenti e da poco hanno iniziato anche uno sciopero della fame a oltranza. Sindacati, associazioni culturali e forze politiche di ogni colore appoggiano la richiesta degli scioperanti, ovvero che gli Studios non cambino la loro storica mission: fare cinema.

La guerra senz’armi ma non di certo priva di una grandissima dignità è contro gli azionisti Luigi Abete, Diego e Andrea Della Valle e Aurelio De Laurentis che hanno presentato un piano di riorganizzazione della produzione che, secondo gli occupanti, nasconde tra le righe una sostanziale liquidazione degli stabilimenti.

Per capire cosa sia effettivamente successo bisogna fare un piccolo salto indietro nel tempo e tornare agli inizi del 2012 quando ci fu un mancato pagamento da parte degli azionisti degli 1,5 milioni di euro semestrali che dovevano alla Cinecittà Luce Spa, società pubblica proprietaria dell’intero stabilimento, dovuto, secondo i quattro grandi imprenditori alla “non conformità degli immobili e nelle condizioni di vetustà degli stessi che non rendevano più accettabile il costo degli ingentissimi canoni di locazione per immobili non adatti”. In base a questo il concessionario richiedeva un tavolo di trattativa che potesse portare alla rinegoziazione del contratto.

In risposta la Cinecittà Luce Spa contestò uno per punto i rilievi e sottolineò la mancata consegna della fideiussione a garanzia dei pagamenti rimproverando, tra le altre cose, la differenza abissale tra gli investimenti che erano stati garantiti contrattualmente dalla Cinecittà Studios nel 2009 (5 milioni di euro) e quelli effettivamente  realizzati (800 mila euro). In realtà è accaduto che, oltre a Habemus Papam e Gangs of New York, non ci sono stati più molti ordini in virtù di una crisi del settore grave e conclamata.

Ed è così che si arriva agli contri di questi giorni con il concessionario che presenta il piano per un hub cinematografico che sembra essere soltanto il tentativo di creare una città del cinema: un baraccone, un circo dei bei tempi che furono, una colossale operazione immobiliare. Il fine di questo progetto è dubbio: si parla di cedere la produzione post cinematografica alla privata Deluxe che convertirà tutto in un centro turistico in piena regola trasferendo 50 unità immobiliari sulla pontina, mentre il settore dei mezzi tecnici verrebbe conferito alla Panalight (Panasonic Italia) e le costruzioni cinematografiche saranno azienda autonoma Cinecittà Allestimenti e Tematizzazioni. Tutto questo ovviamente porterebbe a un taglio netto del personale che ora opera negli Studios.

Per smorzare le voci che parlavano di una vera speculazione immobiliare il piano mette le mani avanti sottolineando “l’area interna agli Studios è un bene storico vincolato e inviolabile, mentre nelle aree limitrofe, sgombere e abbandonate saranno realizzati un grande teatro di posa digitale, attrezzerie, uffici e attività di accoglienza”.

In una recente mozione che porta la firma, tra gli altri, di Morassut e Rampelli impegna il Governo “ad operare affinché il polo degli stabilimenti di Cinecittà, dell’Istituto Luce e del Centro sperimentale di cinematografia restino destinati alle loro originarie funzioni di produzione, tutela e formazione del prodotto cinematografico e audiovisivo; a disporre del patrimonio immobiliare pubblico in funzione delle finalità industriali e culturali per le quali sono sorti; ad impegnare, d’intesa con gli enti locali competenti in materia urbanistico edilizia, le aree residue del compendio storico di Cinecittà allo sviluppo delle attività produttive e industriali proprie di Cinecittà, evitando il rischio di impropri utilizzi a fini di valorizzazione commerciale non connessi al rilancio del polo cinematografico più importante d’Italia e di Europa; ad assumere iniziative volte a prevedere adeguate risorse per il rilancio del polo di Cinecittà-Istituto Luce, Centro sperimentale di cinematografia a tenere conto del fatto che, in relazione agli eventi da prevedere e grazie alle enormi potenzialità e peculiarità offerte da questa struttura, sarebbe opportuno programmare la realizzazione del festival del cinema di Roma proprio all’interno del complesso di Cinecittà”.

Proprio per questo pomeriggio è attesa una riunione a via del Collegio Romano dove si spera vengano prese decisioni degne di un paese che ama il suo cinema. 

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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