Dream house: recensione

UN CREDIBILE DANIEL CRAIG IN UNA PELLICOLA SFORTUNATA SIN DALL’INIZIO

GENERE: HORROR

USCITA: 3.8.2012

Quando un regista come Jim Sheridian (Nel nome del padre, In America) realizza un film con attori del calibro di Daniel Craig, Naomi Watts e Rachel Weisz le attese per qualcosa di grande sono più che giustificate. Eppure qualcosa potrebbe andare storto. Guardiamo al caso di Dream House: durante la lavorazione i produttori si erano accorti che qualcosa nella sceneggiatura non funzionava e hanno deciso di aggiungere delle sequenze che hanno solo peggiorato la situazione, rendendo la pellicola dell’ottimo Sheridian una tra le più sfortunate dell’anno passato, tanto che la distribuzione italiana ha deciso di inserirla nel calendario di inizio agosto, credendoci poco.

Craig interpreta un fortunato editore che ha deciso di abbandonare il lavoro per dedicarsi interamente alla sua famiglia insieme alla moglie. Quando ritorna tuttavia tutto il vicinato comincia a guardarlo di cattivo occhio e la situazione a poco a poco peggiora quando il nostro protagonista scopre qualcosa che fino a quel momento aveva rimosso…

Il film inizia alla grande: una visione idilliaca della tipica famiglia statunitense alto-borghese e una leggera suggestione che tutto questo durerà ancora per poco. Tuttavia la presenza di un colpo di scena preso di peso da un’altra pellicola celebre e probabilmente messo troppo in anticipo, smorza la tensione e da quel momento in poi la pellicola gira a vuoto senza offrire nulla per cui vale la pena stare seduti di fronte allo schermo.

Gli attori sembrano crederci, tanto che le loro interpretazioni, anche se non eccezionali, sembrano entrare nei loro livelli standard. Il problema è la sceneggiatura talmente strampalata e ovvia che impedisce da un certo punto l’empatia coi personaggi e con le vicende. Il risultato non è un disastro, ma un’occasione persa che mescola thriller, dramma familiare e atmosfere paranormali in modo pasticciato e impersonale, tanto da aver portato il regista a disconoscere il suo stesso lavoro per via dei continui conflitti coi produttori sul set e in post-produzione. Sicuramente un film che non nasce dai migliori auspici e che già è tanto se si è meritato l’uscita nelle sale…

PS: Abbiamo deciso di postare solo lo spot del film e non il trailer, perché quest’ultimo spoilera il colpo di scena a metà film.

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