Marilyn monroe: luci di un amore

LA DIVA E L’INIZIO DELLA SUA STORIA COL CAMPIONE DI BASEBALL JOE DIMAGGIO

-L’altro giorno l’ho vista

-Di che film si trattava?

-Non era un film, era una sua fotografia nella pagina dello sport

Mi ricordavo di quella foto. Lo studio mi aveva mandata per una campagna pubblicitaria a Pasadena dove una squadra di Chicago, i Sox, buffoneggiavano per prepararsi alla stagione di baseball alla lega orientale. Indossavo dei pantaloncini piuttosto corti e un reggiseno, i giocatori mi portavano a cavalluccio mentre il fotografo scattava.

-Immagino che le avranno scattato un migliaio di volte delle foto per campagne pubblicitarie come questa

Dissi

-Non molto. Il meglio che ho avuto sono stati Ethel Barrymore o il generale McArthur. Lei è più carina.

Quest’ammissione mi fece uno strano effetto. Avevo letto fino alla nausea del mio bell’aspetto, tantissimi uomini mi avevano detto che ero bella, ma questa era la prima volta che a sentirmelo dire mi era sobbalzato il cuore. Sapevo che cosa significasse e iniziai a deprimermi. Tra me e DiMaggio stava nascendo qualcosa. È sempre bello quando una storia inizia, è sempre eccitante, ma poi finisce sempre nella noia.

Mi sentivo un po’ sciocca a guidare per Beverly Hills come un’auto della polizia di pattuglia.

Ma non era per niente una cosa sciocca.

(Marilyn Monroe – La mia storia, Donzelli Editore 2010)

 

Marilyn incontrò Joe DiMaggio nel 1952 al ristorante Villa Nova sulla Sunset Street. In queste righe l’attrice racconta la fine di quella serata: lei aveva la macchina, lui le aveva chiesto un passaggio ma, arrivato a destinazione la pregò di continuare a guidare. Non aveva voglia di tornare a casa.

Marilyn stessa ammette che del campione di baseball la prima cosa che l’aveva attratta era stato il silenzio, così lontano dal continuo parlare e raccontare che portava le star ad essere circondate da persone che pendevano dalle loro parole, nonostante il quale riusciva ad essere comunque al centro dell’attenzione.

Dopo 18 mesi di corteggiamento, il 15 maggio del 1954, i due si sposarono segretamente al Municipio di Sam Francisco. I problemi iniziarono subito: durante il loro viaggio di nozze Marilyn fu invitata in Corea per dare il suo sostegno ai soldati al fronte. Lo spettacolo provocatorio e ammiccante che la diva mise in scena mandò su tutte le furie DiMaggio che la minacciò di chiedere il divorzio.

Innamorato della persona e non certo della diva Joltin’ Joe non riusciva a sopportare i bagni di folla e i riflettori sempre puntati sul suo matrimonio e sulla moglie e così la loro unione fu minata da continue scenate e litigi arrivando al punto di non ritorno per colpa della ormai storica sequenza nel film Quando la moglie va in vacanza dove Marilyn tenta di tenere a bada, con atteggiamento ammiccante, il suo vestito bianco.

Di Maggio probabilmente fu l’unico uomo che amò Norma James più di quanto amasse Marilyn e, nonostante la brusca fine della loro unione, continuò a starle accanto, specialmente nei suoi ultimi burrascosi mesi, e quando la diva morì organizzò lui il funerale in forma privata e senza personalità che appartenessero al mondo di Hollywood: era Norma a essere andata via. Marilyn è ancora qui.

DiMaggio prima della chiusura della bara baciò tre volte Norma e per tre volte le ricordò: “Ti amo”.

(continua)

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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