Nicolas vaporidis: in caduta libera (di stile)

L’ATTORE PUBBLICA RIDICOLE FOTO DAL SET DI “OUTING”, E SCOPPIA LA POLEMICA

Di danni Nicolas Vaporidis ne ha già fatti tanti a noi poveri spettatori specialmente nella sua interpretazione di Iago film che distrutto gli occhi di tutti gli appassionati dell’Otello di Shakespeare, ma non contento della sua a dir poco miracolosa carriera nell’ambito del cinema italiano che ad oggi lo vede interprete di ben 14 pellicole è stato di recente protagonista di una clamorosa caduta di stile.

L’”attore” in questi giorni sta girando il lungometraggio Outing-Fidanzati per sbaglio per la regia di Matteo Vicino che racconta la storia di due amici aspiranti stilisti i quali, per avere i fondi della regione Puglia riservati alle unioni di fatto tra omosessuali, decidono di fingersi gay.

La trama del film, oltre ad avere delle incoerenze di fondo, dato che in Italia le coppie di fatto etero o meno non sono giuridicamente considerate e quindi è improbabile che i fondi di una regione possano essere riservati a loro, ha già suscitato svariate polemiche per il modo in cui i finti omosessuali vengono interpretati secondo uno stereotipo inutilmente eccessivo.

Nicolas Vaporidis ha tentato di difendere il lavoro dichiarando che “lo scopo del film è mettere in luce situazioni drammatiche in cui vengono spesso a trovarsi i giovani. Nel mondo raccontato in Outing dominano raccomandazioni, ingiustizie, lobby. Il mondo dell’Italia in crisi con cui i giovani devono fare i conti. Il contesto è drammatico, ma il racconto è leggero senza essere mai superficiale; la commedia all’italiana ci ha insegnato che, spesso, il sorriso suscita la riflessione”.
Detto questo e rispettato l’intento della pellicola, quello che sfugge è il perché il sanissimo scopo del film debba avere come tramiti due protagonisti che si fingono omosessuali nel più stereotipato e offensivo dei modi. Ponendo il caso che il motivo sia semplice: rendere tutto leggero, rendere tutto commedia: davvero l’unico modo per rappresentare una coppia gay (anche se finta) è farlo attraverso le solite macchiette?

A incrementare le polemiche, che poi si sa alla fine si riveleranno anche strategia di marketing, sono arrivate delle foto dal set che Vaporidis ha pubblicato su Facebook in cui i protagonisti indossano dei costumi eccentrici per interpretare la loro fasulla omosessualità; in particolare la foto che ha più offeso le comunità gay è stata quella che aveva come commento dell’attore “non sono una donna, sono un uomo perplesso”.
Regaliamo, oltre che a un’esagerata fama, anche il beneficio del dubbio all’”attore” e poniamo che sia stato soltanto un atto di goliardia e che la foto incriminata davvero non voleva aver nulla a che fare con qualsiasi forma di offesa però in un paese, quale è l’Italia, in cui ancora oggi i politici definiscono le unioni gay come incivili e contro natura è bene che un personaggio in vista (quindi di esempio specialmente per un pubblico giovane) si ponga in questo modo?

Nicolas Vaporidis ha commentato così il polverone nato da quelle immagini “durante la prima settimana di riprese, ho pubblicato una foto di me e Andrea vestiti in maniera un po’eccentrica. L’onorevole Vendola, stando a quanto hanno scritto alcuni giornali, si sarebbe inorridito, lamentando la riduzione a stereotipo degli omosessuali. Mi permetto di rispondere che è presuntuoso, da una sola foto, pretendere di giudicare un intero film. E comunque, guai a mettere il bavaglio all’arte.

Fare cinema vuol dire poter prendere posizione liberamente. Siamo in democrazia, possiamo assumerci la responsabilità di ciò che mostriamo e di come vogliamo mostrarlo. Sarebbe assurdo pretendere che le posizioni del film vengano condivise all’unanimità, ma credo sia legittimo aspettarsi che almeno non vengano fraintese” e, in gran parte, ha ragione anche se sarebbe stato più facile, e meno furbo, non renderle fraintendibili.

La Maleducata

 

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