Nostos: recensione corto

STORIA DI UN SOLDATO ITALIANO CHE TROVA LA PACE, MA A CARO PREZZO

Genere: STORICO

La Seconda guerra mondiale si è conclusa ormai settanta anni fa, ma nella memoria di ogni italiano, che l’abbia vissuta o meno per ragioni anagrafiche, i fatti sono ancora vivissimi; la sensibilità dei cineasti non fa eccezione, soprattutto in merito alla Resistenza, alla storia dei Partigiani (I nostri anni di Daniele Gaglianone) e alle storie personali dei soldati sopravvissuti. Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis raccontano proprio questo tipo di esperienza.

Nostos è la storia di un “disertore”, di un soldato che il governo ha mandato a combattere al nord Italia, che però decide di abbandonare la guerra. Non vuole saperne più niente e si incammina verso casa. Durante il viaggio incontra persone, animali, si imbatte in oggetti, case, luoghi dismessi; non mancano i cadaveri per le strade e i segni della guerra che anche lui ha contribuito ad alimentare. Lo scenario interiore del protagonista si fonde bene con quello del mondo esterno. Sono molto simili, in pezzi entrambi.

Movimenti di macchina fluidi, musiche delicate e fotografia luminosa sono i punti forti di questo corto, in cui Corrado Fortuna interpreta bene un personaggio dalla psiche inquieta e per niente facile da riproporre. Il corto di D’Ambrosi e De Santis è pieno di simboli, di immagini che rimandano a interi universi; la ricostruzione storica è davvero interessante e gli ambienti ci coinvolgono, ci portano all’interno della vicenda.

Insomma, un cortometraggio realizzato davvero bene, storico ma anche umano, valido simbolo del fatto che il cinema indipendente italiano non ha nulla da invidiare alle grandi produzioni e anzi, a volte riesce a regalarci prodotti di maggiore spessore e profondità di quelli che si trovano nelle sale ufficiali.

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