Venezia 69: at any price – recensione

ZAC EFRON E DENNIS QUAID CATAPULTATI NEL CUORE DELL’AMERICA TRADIZIONALISTA

GENERE: drammatico

Ad ogni costo, questo quanto richiede uno sforzo d’integrità familiare, il sangue reclama la propria appartenenza. Zac Efron ha imparato a memoria la lezione ancestrale dei suo predecessori, Tom Cruise su tutti, e ora esegue il compitino con perfetta dedizione nel lavoro d’attore. La storia in cui viene catapultato è At any price, ad ogni costo appunto, o forse meglio nell’italico per vivere “bisogna fare ciò che bisogna fare”.

Specie all’interno di un America devota e strozzata nelle sue radici conservatrici, sia in senso politico che latifondista. In questo film dell’iraniano Ramin Bahrani, però, è Dennis Quaid il vero protagonista, indiscusso capofamiglia che cerac di stare al passo coi tempi, pur rimanendo un tradizionalista, un vero agricoltore che cerca attraverso i più comuni valori familiari di far star bene la propria famiglia, mantenerla, pur senza riuscirci, nascondersi dietro finti sorrisi da educanda presbiteriana per celare invidie e malefatte d’affari.

Il business arriva anche nei campi di grano, quei sterminati cornfields dell’Iowa che centrano in pieno il cuore di un paese da esempio su ogni fronte, positivo o negativo che sia: non importa chi sei, se nasci sul suolo a stelle e strisce potrai cantare ovunque l’inno nazionale. Anche durante le gare d’automobili, in cui il figliol Efron eccelle, almeno a livello amatoriale, salvo poi scoprirsi il meno coraggioso tra i due fratelli Whipple e, in un momento di catarsi umana, decidere di prendere in mano le redini dell’attività.

Padre e madre orgogliosi, famiglia e comunità felici, tanto basta per affogare un sogno all’interno di un altro. La storia naturalmente è molto altro, il film però tocca livelli di retorica estrema che soddisfano solo il palato di un pubblico molto raro, perché questo tipo di racconto monocorde incanta solo quando parla di epos, per il resto ridacchia alle spalle della propria bandiera, inquadrata quasi in ogni scena, sconfinando nel subdolo moralismo di chi, scagliando la prima pietra, resta spesso senza peccato. Scontato, seppur a tratti efficace.

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