Venezia 69: premio alla carriera per francesco rosi

IL REGISTA SIMBOLO DEL MIGLIOR CINEMA ITALIANO RICEVERÀ IL RICONOSCIMENTO DOPO LA PROIEZIONE DEL SUO STORICO FILM “IL CASO MATTEI”

“Con una lunga benché non troppo prolifica carriera, Rosi ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema italiano del dopoguerra. La sua opera ha influenzato generazioni di cineasti in tutto il mondo per il metodo, lo stile, il rigore morale e la capacità di fare spettacolo su temi sociali di stringente attualità. Ragione per la quale è stato ripetutamente accostato al Neorealismo dell’immediato dopoguerra e indicato come il padre nobile di quel filone di cinema impegnato che segnò in particolare gli anni Sessanta e Settanta della nostra produzione nazionale. Rispetto al Neorealismo, che pure contribuì in maniera decisiva alla sua formazione culturale, il cinema di Rosi rappresenta una decisa istanza di superamento, per la precisa volontà di mescolare una fortissima propensione a raccontare eventi, persone ed ambienti reali con quella che Fellini definì «la grande lezione artigianale del buon cinema americano”: è questa la motivazione che Alberto Barbera, direttore della 69ma Mostra del Cinema di Venezia, ha dato per sottolineare la scelta di premiare con un Leone D’oro alla Carriera Francesco Rosi la sera del 31 agosto.

Il regista di Le mani sulla città, vincitore di un Leone d’Oro nel 1963, riceverà il premio in occasione della proiezione della versione restaurata del suo film Il caso Mattei grazie al quale vinse, nel 1973, la Palma D’Oro a Cannes.

(9 agosto 2012)

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