Venezia 69: spike lee premiato con il jaeger-lecoultreglory to the filmmaker

SPIKE LEE RITIRERÀ ALLA MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA L’IMPORTANTE RICONOSCIMENTO, ASSEGNATO A CHI INTERPRETA IN MODO ORIGINALE IL CINEMA CONTEMPORANEO.  

La Biennale di Venezia e Jaeger-LeCoultre comunicano che è stato attribuito al grande regista, sceneggiatore, attore e produttore statunitense Spike Lee il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2012 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo.

Il Direttore della Mostra, Alberto Barbera, a proposito di questo riconoscimento a Spike Lee ha dichiarato: “Spike Lee è uno spirito creativo e combattivo, autore di film audaci e corrosivi, spesso imprevedibili e provocatori nel senso migliore del termine. Capaci cioè di costringerci a rivedere i nostri pregiudizi e le nostre idee preconcette.”

La consegna del premio a Spike Lee avrà luogo venerdì 31 agosto durante la 69. Mostra (29 agosto-8 settembre 2012), diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.

A seguire la consegna del premio, alle ore 22 in Sala Grande, la 69. Mostra presenterà in prima mondiale il nuovo documentario di Spike Lee, Bad 25, realizzato in occasione del 25° anniversario dello storico album di Michael Jackson, Bad. Spike Lee aveva realizzato in precedenza due videoclip con Michael Jackson, They Don’t Care About Us (1997) e This Is It (2009).

Prima di questa edizione, Spike Lee ha partecipato otto volte alla Mostra di Venezia. E’ stato due volte in Concorso, nel 1990 con Mo’ Better Blues e nel 1995 con Clockers, e due volte Fuori Concorso, nel 2004 con She Hate Me e nel 2005 con l’episodio Jesus Children of America del film All The Invisible Children. Nel 1997 ha partecipato col documentario 4 Little Girls in Officina veneziana; nel 1998 con He Got Game in Notti e stelle; nel 2001 col documentario A Huey P. Newton Story in Nuovi territori; nel 2006 col documentario premio Orizzonti Doc When the Levees Broke: A Requiem in Four Acts. Nel 2004 ha fatto parte della Giuria internazionale del Concorso.

Jaeger-LeCoultre è per l’ottavo anno sponsor della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, e per il sesto del premio Glory to the Filmmaker.

Il premio è stato assegnato negli anni precedenti a Takeshi Kitano (2007), Abbas Kiarostami (2008), Agnès Varda (2008), Sylvester Stallone (2009), Mani Ratnam (2010), Al Pacino (2011).

Spike Lee è considerato il più celebre regista afroamericano e una delle più significative personalità del cinema statunitense degli ultimi 30 anni. I suoi film trattano temi politici e sociali, quali il razzismo e le relazioni interrazziali. La sua casa di produzione si chiama “40 Acres and a Mule Filmworks”. Il nome deriva dalla promessa di risarcimento fatta agli schiavi africani alla fine dello schiavismo, vale a dire 40 acri di terra e un mulo. La promessa non fu mai mantenuta.Figlio di un jazzista, ha studiato alla New York University Film School con Martin Scorsese, diplomandosi con un mediometraggio (Joe’s Bed – Stuy Barbershop: We Cut Heads, 1983) premiato con lo Student Academy Award e al Festival di Locarno. Nel 1986 ha ottenuto un clamoroso successo con il suo primo lungometraggio, Lola Darling (Premio Giovani al Festival di Cannes e Independent Spirit Award per il miglior film d’esordio), una commedia che racconta di una ragazza afroamericana indipendente che si divide fra tre amanti. Il film fu girato in dodici giorni.

Ha successivamente descritto il ghetto in Fa’ la cosa giusta (1989, nomination all’Oscar per la sceneggiatura), ha raccontato la vita del musicista Charles Mingus (prima grande affermazione di Denzel Washington) in Mo’ Better Blues (1990, in Concorso alla Mostra di Venezia) e ha portato sullo schermo un’icona della cultura afroamericana in Malcolm X (1992), con cui Denzel Washington ha vinto il premio per la migliore interpretazione a Berlino ed è stato nominato all’Oscar. Ha poi affrontato l’amore interrazziale in Jungle Fever (1991), Premio speciale della Giuria a Cannes e premio per la migliore interpretazione a Samuel L. Jackson.

In seguito ha realizzato Crooklyn (1994), Clockers (1995, presentato in Concorso a Venezia), Girl 6 (1996), Get on the Bus (1996, Menzione speciale a Berlino), il documentario 4 Little Girls (1997, presentato a Venezia in Officina veneziana e nominato all’Oscar), He Got Game (1998, presentato a Venezia in Notti e stelle). Con l’acclamato SOS Summer of Sam (1999) si è cimentato per la prima volta interamente con una comunità etnica diversa dall’afroamericana, quella italoamericana, sullo sfondo della vicenda del serial-killer Sam nell’estate newyorkese del 1977.

Alternando il cinema alla regia di serie tv e documentari (fra cui A Huey P. Newton Story, presentato nel 2001 a Venezia in Nuovi territori, e When the Levees Broke: A Requiem in Four Acts, premio Orizzonti Doc nel 2006 a Venezia), ha quindi realizzato: Bamboozled (2000, in Concorso a Berlino); l’acclamato La 25a ora (2002), anch’esso in Concorso con particolare successo a Berlino, dove la critica lo ha definito fra i migliori, se non il migliore, film del regista; She Hate Me (2004, Fuori Concorso a Venezia); Inside Man (2006), suo primo film di genere, thriller “scespiriano” dall’intreccio a sorpresa su una “rapina perfetta”, con un cast d’eccezione (Denzel Washington, Clive Owen, Jodie Foster, Christopher Plummer e Willem Dafoe), che si è rivelato il suo più grande successo di pubblico; Miracolo a Sant’Anna (2008, presentato a Toronto), sulla vicenda poco nota dell’apporto dei soldati Usa afroamericani alla Seconda guerra mondiale; e il recente Red Hook Summer (2012), presentato al Sundance Film Festival.

 

(4 Agosto 2012)

 

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