Animal practice: recensione (pilot) serie tv

ANCORA NIENTE DI NUOVO SOTTO IL CIELO DELLE SIT COM

PRODUZIONE: NBC Universal Television

PAESE: USA 2012

GENERE: Commedia

DURATA: 22 Min

STATO: In Lavorazione

Il pilot è andato in onda ad agosto per questo un sospiro di sollievo è stato tirato nella speranza che Animail Practice fosse una di quelle sit com che si esauriscono nel periodo estivo. Ma così non è: la seconda puntata è arrivata l’altro ieri confermando la serie nel palinsesto autunnale della Abc rete che a dire il vero è anche stata capace di ottime situation comedy del calibro della premiatissima Modern Family.

Il dottor Coleman potrebbe ricordare, con almeno sei gradi di separazione si intende, dottor House: geniale, cinico e misantropo tanto da aver scelto di fare veterinaria preferendo gli animali agli uomini. L’attore che lo interpreta è Justin Kirk, orfano di Weeds, ed è perfetto nei panni del medico. Il cast infatti è l’ultimo dei problemi di questa serie che con la sua dinamicità fa volare i venti minuti della sua durata.

Il neo principale dello show però è quello che vien fuori, ad ora, in moltissimi pilot di questa stagione: manca la novità. Le gag con gli animali ancora fanno sorridere ma sono decisamente antiche e la tensione sessuale tra il dottor Coleman e Miss Drane, nipote della ex proprietaria della clinica per animali, è tangibile fin dal momento in cui lei sgrida l’uomo dicendogli che lo studio sta diventando uno zoo aprendo subito la strada per una story line di amore/odio, in cui vincerà il primo: la storia della belloccia che fa redimere il misantropo è vecchia come il cucco.

Insomma tra evergreen e shows che hanno avuto in questa stagione una meritata seconda possibilità Animal Practice credo sia destinata solo a chi ama gli animali tanto spassionatamente non farsi bastare più Alle falde del Kilimangiaro.

(27 settembre 2012)

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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