La bella addormentata: la cei promuove il film di bellocchio, con riserva

L’ELEGANTE STRONCATURA DELLA COMMISSIONE EPISCOPALE DEL FILM IN GARA A VENEZIA

Stupisce, e in positivo ma solo al primo sguardo, la CEI e lo fa non bocciando il film di Marco Bellocchio La Bella addormentata in gara alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia ma definendolo “complesso problematico e opportuno dibattiti”.

Nonostante, nelle note di produzione della pellicola, sia rivelato che “dal film sembra emergere l’idea che la vita umana sia coscienza e relazione. Quando un corpo che non può sopravvivere autonomamente, perde irreversibilmente la capacità di coscienza e relazione, non ha più vita. Questo è il campo filosofico morale che il film investe, con una ricerca appassionata e al tempo stesso lucida…” la Commissione Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana ha deciso, dall’alto dei suoi cieli, che “può essere utilizzato in programmazione ordinaria, ben tenendo presenti le ampie sfaccettature dei temi trattati, che chiamano in causa sensibilità civili e spirituali, sfere pubbliche e private, istanze politiche difficili e dolorose.”

Le motivazioni di questa promozione, con riserva, sono le seguenti secondo la CEI valutazione della pellicola: ”Intorno agli ultimi giorni di vita di Eluana Englaro, Bellocchio costruisce quattro vicende che vorrebbero essere esemplari della complessità di un dibattito, che chiede certamente a tutti uno sforzo in termini di dialogo e di reciproco rispetto per superare contrasti ruvidi, aspri, scostanti che spesso non portano a niente. Il pro e il contro rispetto all’applicazione dell’eutanasia svariano dalla politica alla militanza religiosa, da una opposizione radicale agli eccessi di un’accettazione sorda e fuori misura. Al centro, quasi a fare da cuscinetto, una ragazza che si fa convincere dalla generosa attenzione di un medico e rinuncia al suicidio. Il gesto di ribellione del senatore alle direttive del partito evidenzia l’incapacità del partito stesso ad accogliere opinioni differenti(…) la partecipazione di Maria alla veglia e il suo repentino cedere al fascino di Roberto sembrano disegnare il ritratto di una ragazza instabile e poco equilibrata.

La nobile attrice si muove chiusa e incattivita nello scenario di una casa bella e decadente (…) non sembra bene amalgamato l’incontro tra realtà e finzione in questi episodi affidati dal regista ad una rappresentazione elegante e preziosa, lucida nella gestione delle situazioni e al tempo stesso carica di notazioni non prive di ferma denuncia sociale e politica, tuttavia non privi di uno sguardo fuori centro e sbrigativo.

Una veste narrativa calibrata e meditata tiene talvolta in secondo piano l’attenzione autentica e sofferta per il problema del fine vita, per la sofferenza dell’essere umano e per chi a questa sofferenza si dedica (…) il regista ha messo il proprio ‘lungo mestiere’ al servizio di un testo quasi ‘semplice’ e discorsivo e tuttavia punteggiato da notazioni, passaggi, soluzioni narrative coerenti con il bagaglio culturale e etico del cineasta di Piacenza. Giusto corredare la visione con supporti critici e, in successive occasioni, approfondire gli argomenti con contributi e supporti di riflessione”.


Quello che emerge dalla valutazione della Commissione è che il film di Bellocchio pur essendo “una rappresentazione elegante e preziosa” non renda bene l’idea di quanto ci sia di reale e di eccessivo, al fin della licenza in questo caso cinematografica e non poetica, negli episodi che narra e il definire Maria e il suo atteggiamento umanamente incoerente “una ragazza instabile e poco equilibrata” sottolinea quanto il realismo del film sia stato sotterrato dall’etica bigotta e antica della Commissione Episcopale.

L’aggettivo finale che definisce “semplice” la sceneggiatura di Bellocchio rende la valutazione della CEI una stroncatura di classe che vuole minimizzare il contenuto e il messaggio di un film che da un giudizio forte e netto, quasi urlato, su temi importanti che vanno dall’eutanasia alla poca credibilità della classe politica e, in alcuni casi, della fede stessa.

“La nobile attrice” che “si muove chiusa e incattivita nello scenario di una casa bella e decadente” e che ha deciso di non porre fine alla non-vita della figlia alla fine, accanto al letto in cui la ragazza giace attaccata a un respirato, dopo aver sentito della morta di Eluana sente le sue mani sporche e ammette che mai saranno pulite. Perché è sporco accanirsi nell’illusione che un corpo forzato alla vita possa essere ancora esistenza.

(6 settembre 2012)

La Maleducata

About Sandra Martone 1239 Articoli
Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
Contact: Facebook