Last resort: recensione (pilot) serie tv

IL PILOT PIÙ ATTESO DELL’AUTUNNO INCURIOSISCE PER LA TRAMA MA DELUDE SU DIVERSI ASPETTI TECNICI

Regia: Martin Campbell, Kevin Hooks
Interpreti: Andre Braugher, Scott Speedman, Daisy Betts, Camille de Pazzis, Dichen Lachman, Daniel Lissing, Sahr Ngaujah, Autumn Reeser, Jessy Schram, Robert Patrick, Bruce Davison
Sceneggiatura: Shawn Ryan, Karl Gajdusek
Nazione: Usa
Durata: 45′ x 10 ep.
Stagione: Uno
Numero Episodi: 13

In America la prima sarà trasmessa fra pochi giorni ma Yahoo ha dato la possibilità a chiunque di gustarsi il pilot in anteprima assoluta. L’8 ottobre andrà in onda su fox il nuovissimo Last Resort, ideato da Shawn Ryan, lo stesso dell’ottimo The Shield

Dopo i primi quaranta minuti di show si può asserire che si tratta di un prodotto interessante, sotto diversi punti di vista, prima fra tutti la trama. 

Last Resort racconta le vicende del Colorado, sottomarino della marina militare USA che si rifiuta di eseguire l’ordine poco chiaro di sparare missili nucleari sul Pakistan. Da quel momento la truppa sarà costretta a fuggire, stanziandosi su un’isola dove instaura uno stato autonomo e minacciando il Congresso di attaccare se proveranno a bombardarli. 

Una storia sicuramente nuova, dove si mette in discussione sia la fedeltà delle truppe che l’onestà del Governo americano e dove per il momento si è portarti a simpatizzare per i ribelli, cercando di ignorare il fatto che sono armati di ordigni nucleari. 

Allo stesso tempo però il telefilm presenta numerose pecche. Dal punto di vista tecnico le inquadrature lasciano molto a desiderare. Vero che gli spazi in un sottomarino sono estremamente limitati e per amor di verità questo deve essere rispettato ma la scelta utilizzata da scenografi e regista sembra la più sciatta, lasciando il forte sospetto che più che per realismo le inquadrature siano strette per mancanza di set idonei. Si puntava alla claustrofobia ma il risultato è solo confusione. O  magari la trasmissione in pre-air ha inficiato sulla qualità.

La confusione scenografica non è la sola che la fa da padrona, anche dal punto di vista delle sceneggiature in certi momenti la situazione è caotica. Il motivo è intuibile, il sottomarino è un ambiente vivo, con numerosi membri d’equipaggio che devono vivere, combattere, ma anche divertirsi e socializzare. Solo che in uno spazio piccolo accade che le azioni si accavallino e il risultato è tirato. Spesso si percepisce, sia nei dialoghi che nei fatti, un senso di forzatura e poca spontaneità che lascia piuttosto interdetti. 

Per non parlare poi di alcune scene poco credibili che hanno fatto aggrottare parecchie fronti, come il ballo sudamericano appena passato l’equatore o l’intrallazzo amoroso di Autumn Reeser (uno dei pochi volti conosciuti della serie, assieme Max Adler, il Karofsky di Glee, sicuramente più a suo agio nei panni di un adulto che di un liceale). 

Tuttavia Last Resort non è una serie da bocciare in blocco. La trama interessante dove alcuni sviluppi sono intuibili ma riesce a mantenere un alto livello di suspance, delle interpretazioni di buon livello e soprattutto il nome di Shawn Ryan come creatore accordano al prodotto il beneficio del dubbio, posticipando di almeno qualche altra puntata il giudizio definitivo.

(23 SETTEMBRE 2012)

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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