L’intervallo – recensione

LA FANTASIA, UNICO RIMEDIO AD UNA REALTÀ CHE NON PIACE

GENERE: Drammatico

USCITA: 5 settembre 2012

Il Sistema, quello della malavita, non esclude nessuno dai suoi sporchi giochi di potere. Ti impone il suo stile di vita senza che tu possa ribellarti e se provi a farlo la certezza del passare indenne non la potrai mai avere. Come ribellarsi? La fantasia e l’immaginazione sembrano essere gli unici rimedi. Anche solo per una frazione di secondo della tua giornata, anche se è la più brutta e incerta della tua vita.

Salvatore e Veronica sono i protagonisti adolescenti de L’intervallo di Leonardo Di Costanzo. I due si conoscono solo di vista, ma si ritrovano costretti a passare una giornata insieme. Nonostante Totò sia il suo carceriere è obbligato quanto lei a vivere lì e quello che ne scaturisce è un gioco che riesce per un attimo a far vivere ai due ragazzi un’altra realtà, dove possono immaginare un safari o addirittura di essere i concorrenti di un reality show.

Il giardino dove trascorrono la giornata sembra essere inghiottito nel nulla, il tempo e lo spazio è come se si fossero fermati e la diffidenza iniziale si scioglie man mano che avviene quel processo quasi magico che fa ricordare ai due di essere solo adolescenti, permettendogli perfino di chiedersi cosa vorrebbero essere da grandi se le loro vite fossero altrove.

A lasciare qualche dubbio è la figura di chi gestisce il Sistema nel quartiere dei due ragazzi, appare come un maestro molto severo che insegna il suo punto di vista agli allievi. Un ruolo che molto probabilmente è uno spunto serio, viene quindi da chiedersi se nella realtà la conclusione sarebbe stata la stessa. Qualche dubbio al riguardo rimane. 

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