Marlene dietrich: la diva spavalda

LA VITA E LA FORZA DI UNA DELLE ICONE DEL CINEMA MONDIALE

È un privilegio femminile essere insensata

(Marlene Dietrich)

Corteggiata da Hitler al quale si oppose con forza pur amando profondamente la Germania e Berlino, sua città natale, fu una delle donne di Hemingway e musa ispiratrice di Forever Young una delle canzoni più belle di Bob Dylan.

Marlene Dietrich nacque a Berlino nel quartiere di Schöneberg nel 1901, anche se lei dichiarò in più occasioni di essere nata nel 1904.

La Dietrich fu la diva per antonomasia, insieme alla straordinaria Greta Garbo, della prima metà nel 900’.

Donna dall’indole libera in anni in cui la libertà era considerata utopia iniziò la sua carriera come cantante nel 1922 quando si esibiva sui palcoscenici di Berlino. Si affacciò al cinema, all’epoca ancora muto, nel 1923 e nell’ottobre del 1929 girò L’Angelo azzurro, prima pellicola tedesca con sonoro, che le diede la fama e, grazie al quale, dagli Stati Uniti la Paramount le offrì un contratto che l’attrice accettò inserendo la clausola di poter scegliere il regista di ogni suoi film.

Fu Josef von Sternbergche diresse la maggior parte dei suoi film e fu lui stesso a scattare la famosa foto in cui Marlene è vestita da yatchman, foto il cui l’abbigliamento fu scelto dal costumista Travist Banton, che seguì lo stile dell’attrice per moltissimi anni, e che divenne l’immagine che la Paramount scelse per lanciare l’attrice insieme alla frase “La donna che perfino le donne possono adorare”. La bellezza di quella fotografia spazzò via tutte le remore della casa cinematografica che, all’epoca, non voleva che le sue stars indossassero i pantaloni.

Arrivata a guadagnare 350 mila dollari anno nel 1934, compenso che la rendeva una delle donne più ricche degli Stati Uniti, dopo solo 4 anni dalla sua partenza per il nuovo mondo che in quel periodo ospitava moltissimi artisti tedeschi che avevano deciso di non appoggiare il regime nazista, la Dietrich, pur essendo sposata con Rudolf Sieber dal 1923 , ebbe una vita privata molto movimentata: la sua bisessualità mai nascosta la rendeva protagonista di parecchie avventure con persone di ambo i sessi e il suo atteggiamento promiscuo era visto come scandaloso e amorale.

Il rapporto con von Stemberg, durante gli anni di Hollywood, diventò sempre più teso da film in film: memorabili sono le loro litigate sui set e la rottura definitiva avvenne nel 1935.

Nel 1937 la Dietrich ottenne la cittadinanza americana e durante la seconda guerra mondiale si esibì per truppe del suo nuovo paese sia in Nord Africa che in Europa e la sua canzone Lili Marlene fu simbolo dell’universalità del conflitto mondiale e del sentimento americano di voler lottare non contro l’asse ma per la democrazia e la libertà che le valse il premio Medal of Fridoom nel 1947.

Il conflitto con il suo paese d’origine, la Germania, fu per la Dietrich il dramma della sua vita. Nonostante l’attrice sostenne più volte di essere fiera che Berlino fosse la sua città d’origine molti tedeschi la ritennero una traditrice aggredendola verbalmente durante una tournè che tenne in Europa nel 1960. Marlene asserì spesso durante la sua vita di sentirsi molto in colpa perché forse se avesse ceduto alle offerte sessuali di Hitler forse avrebbe potuto evitare la catastrofe mondiale da lui scatenata.

L’ultima esibizione di Marlene Dietrich risale al 1975 a Sidney, probabilmente durante quell’esibizione la diva inciampò su un cavo e cadde rompendosi un femore. L’episodio la immobilizzò per resto della sua vita.

L’immagine della Dietrich, assolutamente sovversiva per gli anni che la sua carriera ha attraversato e che rappresentava una donna sensuale, fiera e spavaldamente ambigua nella sua sessualità, è nata soprattutto grazie al regista von Sternberg.

Marlene morì nel 2002 in seguito a un infarto che la colpì in quel letto che da anni la ospitava immobile. Secondo fonti ufficiose, però, pare che l’attrice si sia suicidata ingoiando una dose massiccia di sonniferi.

La sua fine sancì ufficialmente la pace con il suo paese in cui il 16 maggio del 2002 venne sepolta e dichiarata cittadina onoraria di Berlino. Nel suo memoriale spicca la domanda ditemi, dove sono andati tutti i fiori? La risposta, però, Marlene l’ha portata con sé.

(23 settembre 2012)

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