Una donna x la vita: recensione

DELUDENTE IL DEBUTTO COME REGISTA DI CASAGRANDE

GENERE: commedia

DATA DI USCUTA: 21 settembre 2012

Dopo essere stato per anni la spalla cinematografica di Vincenzo Salemme, Maurizio Casagrande debutta dietro la macchina da presa con Una donna x la vita, commediola all’italiana che non toglie e non aggiunge nulla al già visto.

Il canovaccio della storia è semplice: Maurizio (interpretato dallo stesso regista) dopo un incidente provocato dalla sbadata fidanzata Marina (Sabrina Impacciatore) decide di lasciarla trovando conferma del suo gesto in un nuovo sentimento che nasce per la chiropratica Nadine (Margareth Madè) che ha tutte le caratteristiche della donna perfetta.

Il personaggio della Madè è forse una delle più grandi perplessità del film: l’attrice interpreta una donna che dovrebbe avere origini orientali dalla parlata improponibile, degno delle peggiori macchiette.

Il clichè dell’uomo medio che si innamora della bella è alla base di tutto il film che però arriva a un finale inaspettato che rompe un po’ la banalità del menàge a trois: lui, lei e l’ex.

Neri Marcorè che interpreta il ruolo del medico-tramite nella coppia scoppiata è usato al minimo delle sue potenzialità e l’Impacciatore, nel suo personaggio, sembra essere tornata indietro ai tempi di Non è la rai, tempi di cui di certo nessuno sentiva la mancanza.

I camei degli altri attori sono banali e retorici come la citazione di Blade Runner durante un dialogo tra Salemme (poco magnifica presenza) e Casagrande. Il film è mal riuscito. Casagrande: non provarci più

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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