Venezia 69: giornata in compagnia di kitano e assayas

BEAT TAKESHI E IL REGISTA FRANCESE PRESENTANO DUE LAVORI ALL’OPPOSTO, EQUILIBRATI E VERBOSI

Il giro di boa è completo e possiamo fare un primo bilancio di questa parte iniziale della 69° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nome lungo, rassegna altrettanto, poca però la qualità mostrata finora, soprattutto in concorso, inspiegabile alcune scelte dei selezionatori, attenti sicuro al mercato attuale, ma quanto mai fuori tema.

L’invasione della mediocrità coinvolge anche e sicuramente in prima linea chi certi film li produce, poi la Biennale double B, ovvero Barbera+Baratta, ha lavorato per cercare di portare un insieme coerente di pellicole da tutto il mondo, con particolare occhio al medi oriente, in un contesto socio-culturale attuale che è di difficile lettura. Tant’è che finora gli entusiasmi sono stati scarsi e film davvero convincenti non se ne sono visti. Possiamo sicuramente questionare su tecniche, divismo e messaggi “da fiction”, ma la realtà dei fatti non cambia.

Oggi arriva Olivier Assayas e il suo Apres Mai, film sull’attivismo politico giovanile in terra di Francia, insieme al finora ottimo Disconnect di Henry Alex Rubin, interessante lavoro ad episodi intrecciati sull’abuso di utilizzo della rete. Il tappeto rosso verrà poi calcato in serata da un habituè del Festival che risponde al nome di Takeshi Kitano. Il suo Outrage Beyond è un sequel di scontri tra clan yakuza che riporta in auge il genere che ha reso grande negli anni 80 il cinema d’oriente.

(3 Settembre 2012)

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