Venezia 69: intervista a kirill serebrennikov

ABBIAMO FATTO UNA BREVE CHIACCHIERATA CON IL REGISTA DI IZMENA-BETRAYAL IN CONCORSO

Il sottoscritto era in giuria nella prima edizione dell’allora Festa del Cinema di Roma, andata in scena nel “lontano” 2006, quando il regista russo Kirill Serebrennikov trionfò con l’allora geniale Playing the victim. Film acquistato in Italia e MAI distribuito, o meglio uscito in sala in una sola sala per pochi giorni. Scandali nostrani a parte (ce ne sono a palate), l’autore negli ultimi anni ha girato nel frattempo Il giorno di Yuriev, pellicola drammatica con una nostra famosa conoscenza quale interprete principale, Xenia Rappoport.

Ora è tornato nel nostro paese, specificatamente alla Mostra del Cinema di Venezia numero 69 e ci parla in esclusiva del suo nuovo lavoro in concorso: IzmenaBetrayal.

Un uomo e una donna comuni, i cui rispettivi coniugi sono amanti, si trovano ad affrontare la consapevolezza ognuno in maniera personale e indissolubilmente legata all’altro. Franziska Petri è l’eccezionale cruna dell’ago in una Russia mai così fredda e distante in ogni taglio nell’inquadratura, la sua storia s’intreccia con l’uomo dell’altra parte, il marito confuso (o forse smarrito) del contraltare donna, Dejan Lilic.

KIRILL, ABBIAMO VOTATO PER TE ALLORA. OGGI, DA QUEL FESTIVAL DI ROMA CI SIAMO RINCONTRATI A VENEZIA E SONO PASSATI SEI ANNI, COSA HAI FATTO NEL FRATTEMPO?

Ti ringrazio per i complimenti, sì, dopo Roma che sfortunatamente non ha avuto il successo di pubblico che ci aspettavamo, sono tornato spesso da voi per promuovere i miei film, come quello di cui avete parlato con la Rappoport, che reputo un attrice di livello internazionale, grazie alla quale sono riuscito a girare un’opera complessa e poi finalmente arrivare a lavorare sul mio progetto più ambizioso: Izmena.

COME PENSI POTREBBE REAGIRE IL PUBBLICO ITALIANO?

Non lo so con certezza, ma da noi in Russia l’audience cambia gusti di continuo ed è difficile fare una previsione per un genere di film come questi. Naturalmente mi auguro sia “clemente”, ma sono felice comunque perché penso di aver messo il meglio che avevo da raccontare in questa storia.

PER QUALE MOTIVO HAI SCELTO PER UN FILM RUSSO UNA ATTRICE STRANIERA?

L’attrice Franziska Petri è veramente veramente brava, poi generalmente le attrici tedesche non si vergognano a mostrare il proprio corpo nudo, che per il nostro film era espressamente una richiesta fondamentale. Serviva per lo sviluppo corretto della storia, per il suo respiro narrativo.

CI SONO MOLTE CONNESSIONI RIGUARDANTI IL MONDO DELL’ARTE, SPECIE NELLE INQUADRATURE DELLA SECONDA PARTE DEL FILM IN CUI SI OMAGGIANO ALCUNE TELE PITTORICHE, IN UN GIOCO DI SPECCHI AD AMPIA INTERPRETAZIONE. QUAL È IN TAL SENSO IL TUO MESSAGGIO?

Volevo proporre un racconto non solo in cui ci si focalizzasse sullo strano rapporto tra i due protagonisti, prima sconosciuti, poi distanti, poi amanti, traditi e traditori al contempo, ma esprimere il loro senso di disagio attraverso una visuale nitida e maestosa che ne esaltasse solitudine e passione, disperazione e senso di impotenza. E penso di esserci riuscito alla fine dei giochi. 

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