Woody – a documentary: recensione

ROBERT B. WEIDE RIPERCORRE LA VITA PRIVATA E PUBBLICA DI WOODY ALLEN

woody allen a documentary locandinaGENERE: documentario

DATA DI USCITA: 21 settembre 2012

VOTO: 3,5 su 5

Quando citiamo il nome di Woody Allen, pensiamo subito ai suoi grandi capolavori. Manhattan, Accordi e disaccordi, Match Point, Vicky Cristina Barcelona, Basta che funzioni, Midnight in Paris. La lista della sua filmografia è talmente lunga che non stiamo qui a citarla tutta. Ma del vero Allen, del dietro le quinte del set, della sua vita privata, poco sapevamo fino ad ora. Questo era lo scopo del regista Robert B. Weide: ripercorrere la sua vita e svelarci cosa si cela dietro uno dei pilastri del cinema contemporaneo.

Così nasce Woody – il documentario. Attraverso interviste all’autore stesso e ad importanti figure del mondo cinematografico, riprese sul set mentre gira i film e scene tratte dai suoi capolavori, viene ripercorsa la carriera del grande Woody Allen. Dall’infanzia raccontata dai famigliari alle prime esperienze lavorative come cabarettista e giornalista presso il New Yorker; dai successi alle critiche delle sue opere; dalla polemica per il matrimonio con la figlioccia Soon Yi all’ammirazione dei colleghi.

Inoltre niente è lasciato al caso. Ad aprire il film, infatti, c’è la città di New York con un sottofondo di musica jazz. È uno splendido omaggio al fuoriclasse della settima arte, insomma, ma anche un importante lavoro per tutti quei giovani che si accingono a diventare cineasti. Chi non desidererebbe sapere come Allen lavora? Il regista ha pensato anche a questo, seguendo il newyorkese nella fase di preparazione e scrittura dei film.

L’occhio indiscreto di Weide riesce a regalarci uno sguardo sull’autore a quasi 360 gradi. Quasi, perché un aspetto importante della sua carriera non è approfondito come ci aspettavamo. Stiamo parlando della sua personale filosofia esistenziale dalla quale provengono i discorsi contorti quanto geniali che hanno illuminato intere generazioni di appassionati. Ma forse il motivo è dovuto al grande schermo: effettivamente, alla versione proiettata nelle sale sono stati tolti ben 120 minuti di filmato rispetto al lungometraggio integrale. Speriamo vivamente che questo vuoto sia colmato dall’edizione che uscirà in DVD.

In fin dei conti, comunque rispetto alla frase di apertura del trailer “tutto quello che avreste voluto sapere su Woody Allen e che non avete mai osato chiedere“, non si rimane delusi.

 

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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