A qualcuno piace classico: focus su “effetto notte”

TRUFFAUT E IL SUO “CINEMA NEL CINEMA” APRONO LA RASSEGNA DI CLASSICI AL PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI

Ieri sera è iniziata la seconda edizione di una rassegna importante per tutti i cinefili esperti e futuri, per chi conosce bene la storia del cinema e per chi ha voglia di avvicinarcisi attraverso film di qualità. L’iniziativa A qualcuno piace classico è alla sua seconda edizione e il pubblico rimane numeroso, anzi, gli organizzatori riscontrano un aumento  di prenotazioni e affluenza rispetto all’anno precedente: segno inequivocabile che i bei film, il cinema ben fatto ma alla portata di tutti, continuano ad affascinare anche a distanza di decenni. La rassegna, che si propone di riportare in sala e su grande schermo buon cinema rigorosamente in pellicola, è stata pensata e curata dal Palazzo delle Esposizioni di Roma (che ne ospita le proiezioni a ingresso libero ogni due martedì del mese alle ore 21:00), in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e l’Associazione Culturale La Farfalla sul Mirino.

Il compito di lanciare la serie di appuntamenti bisettimanali è stato affidato al genio di François Truffaut, infuso in una delle sue pellicole più interessanti, Effetto Notte (La nuit américaine): una troupe cinematografica, diretta da Ferrand (interpretato dallo stesso Truffaut), sta girando il film “Vi presento Pamela” negli studi della Victorine a Nizza. Lavoro e vita privata dei vari membri dell’entourage si mescolano continuamente in un gioco di “cinema nel cinema”, tanto caro alla tradizione del cinema Moderno. A questo proposito appare quantomeno curioso definire questo film un “classico”: si potrebbe dire così per l’importanza e la notorietà che ha, non certo riferendosi allo stile; Truffaut è infatti uno dei maestri della Nouvelle Vague.

È moderno il modo cui l’autore approccia alla materia del metalinguaggio (in questo caso un film che parla di una troupe cinematografica); un metodo totalmente diverso, ad esempio, da quello distaccato e lineare di Stanley Donen e Gene Kelly nel loro film, anche questo di culto, Cantando sotto la pioggia. In Effetto notte, Truffaut ci racconta quello che succede durante la lavorazione di un film, gli imprevisti, la stanchezza, i dubbi e i veri e propri disastri che possono accadere; ma ci suggerisce anche una visione più “matura” del set, più consapevole. Se alla base del cinema Moderno ci sono lo stile dell’autore e la consapevolezza del mezzo cinematografico, noi spettatori che seguiamo le storie di Effetto notte non possiamo ignorare le mille finezze cinefile che l’autore ci mette davanti agli occhi. Il tutto accompagnato da ironia genuina e grandi interpreti (Jacqueline Bisset, Jean-Pierre Aumont, Valentina Cortese).

Un ottimo inizio per la rassegna “A qualcuno piace classico. Uno spettacolo per veri cineamatori. Ma, a questo proposito, va segnalato anche il frammento che è stato proiettato prima del film di Truffaut: Marizza (Marizza, genannt die Schmugglermadonna) del maestro del muto Friedrich Wilhelm Murnau, girato nel 1920 e creduto perso fino a quando, un paio d’anni fa, non fu ritrovato e mostrato in anteprima alle Giornate del Muto di Pordenone , e sfoggiato ieri sera come antipasto ipercinefilo prima del piatto forte. Entrambi eccellenti.

(17 ottobre 2012)

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