Coriolanus: missing in italy

RALPH FIENNES CONSEGNA UN ADATTAMENTO SHAKESPEARIANO INTENSO E SPETTACOLARE, INGIUSTAMENTE IGNORATO DAI NOSTRI DISTRIBUTORI

Quando si parla di un film come questo ci si avvicina mossi da un’indignazione notevole, visto il totale disinteresse che ha suscitato nelle case di distribuzione italiane, nonostante il clamore che l’opera diretta e interpretata da Ralph Fiennes ha provocato al Festival di Berlino e in Inghilterra nel 2011. Coriolanus è un adattamento fedele di una delle opere meno fortunate di William Shakespeare, una di quelle che le compagnie teatrali inglesi quando possono evitano di mettere in scena per la sua durata ingente (oltre quattro ore) e il disinteresse persino da parte dei sostenitori del Bardo più convinti. Eppure grazie a qualche taglio e a un notevole lavoro da parte di cast tecnico e artistico, i risultati positivi che si raggiungono sono da brividi.

Roma: Caio Marzio è uno dei generali più coraggiosi e potenti che la città abbia mai conosciuto, in un periodo in cui la fame e la miseria imperversano per le strade. L’eroe del momento riesce a raggiungere la gloria perfino nella battaglia contro i volsci a Corioli, dove ha la meglio per un colpo di fortuna sul nemico di sangue Tullo Aufidio: è così che la madre Volumnia lo spinge a candidarsi per il ruolo di console. Ma in questa situazione c’è chi brama alle sue spalle e i due tribuni della plebe Bruto e Sicinio arrivano a scatenare una manifestazione violenta del popolo contro il valoroso generale, che viene bandito sotto gli occhi imperterriti di chi gli è stato sempre vicino. Caio Marzio detto “Coriolano”, spinto dalla vendetta, è costretto ad allearsi con l’avversario Aufidio per vendicarsi della città che l’ha tradito. Ma non tutto andrà come previsto.

Il candidato al premio Oscar Ralph Fiennes è un attore da sempre abituato a fare il cattivo e probabilmente avrà sofferto abbastanza a recitare senza naso nella saga di Harry Potter. Tuttavia l’attore inglese è impegnato anche a teatro e non ha mai nascosto una certa passione per Shakespeare. La scelta di trasporre una delle sue opere è andata sul Coriolano che Fiennes ha saputo riadattare ai giorni nostri prendendosi delle libertà  solo al primo sguardo anomale: stavolta Roma è una città dell’ex Jugoslavia dove la miseria e la sporcizia dei quartieri più bui di Belgrado danno nuova linfa ai dialoghi già preziosi di uno dei drammi più sconosciuti del genio inglese. Così i problemi dell’Antica Roma diventano i problemi dell’attualità e gli inganni che girano nelle antiche corti, diventano i complotti politici di cui si discute ogni giorno al telegiornale.  I soldati sono vestiti come in Iraq e le scene di combattimento non sembrano molto distanti da un film come The Hurt Locker, riprese con uno stile da reportage ‘sporco’ che ben si addice a un’opera di questo peso.

Non tutto scorre liscio e chi non è abituato a dialoghi in inglese seicentesco potrebbe trovare dei problemi a entrare nella storia, ma la messinscena è talmente tesa che è impossibile non avere i nervi a fior di pelle quando Caio Marzio si trova di fronte al suo più grande nemico per chiedergli l’alleanza, in una delle scene più riuscite del film. Se Coriolanus è di forte impatto sullo spettatore, è merito anche del cast. Fiennes non ha niente da invidiare a Branagh quando recita nell’inglese shakespeariano e anche l’ex Leonida Gerard Butler nei panni del villain Aufidio risulta efficace riuscendo a farci dimenticare gli innumerevoli eroi tutti muscoli e poco cervello che ha interpretato negli ultimi anni. Ma chi è da brividi per la sua interpretazione è Vanessa Redgrave nei panni della madre del protagonista: recita i versi di Shakespeare come se respirasse in un’interpretazione che avrebbe meritato attenzione nella scorsa stagione dei premi.

Insomma, Coriolanus è un film inaspettato, imperfetto ma coraggioso, che potrebbe portare al cinema due categorie opposte di spettatori come gli appassionati di letteratura inglese e i fan del genere action: i cineasti migliori, dunque, continuano a osare e l’Italia continua a ignorarli.

(27 ottobre 2012)

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