I gladiatori di roma: recensione film

LE FOTO DI BELEN RODRIGUEZ E LUCA ARGENTERO IN CONFERENZA STAMPA A ROMA CON I BAMBINI

Genere: Animazione

Uscita: 18 Ottobre 2012

 L’Italia va alla conquista degli Stati Uniti, come? Con il cartone animato I Gladiatori di Roma. Per farlo utilizza un metodo che strizza l’occhio al gusto americano, puntando su uno dei nostri periodi storici più amato e conosciuto oltreoceano, l’impero romano.

Il regista Iginio Straffi, davanti a una platea di piccoli studenti romani invitati all’anteprima, ha spiegato l’obiettivo del cartone proposto; ispirato al genere Pixar e Disney degli ultimi tempi con elementi che fanno apprezzare la narrazione a tutta la famiglia “dagli 8 agli 80 anni”.

Luca Argentero ha prestato la voce al protagonista Timo, Laura Chiatti a Lucilla, mentre la voce di Diana, l’allenatrice del goffo e pigro aspirante gladiatore, è di Belen Rodriguez. Per chi già stesse puntando il dito contro la showgirl vi invitiamo a desistere. Dobbiamo invece ammettere che  la scelta è stata vincente; Diana risulta la più amata dei protagonisti, in particolare dai bambini. Merito anche della capacità dell’argentina nella fase di doppiaggio, dove è stata in grado di caratterizzare al meglio il suo personaggio.

Il tifo quasi da stadio che si è formato quando i piccoli spettatori hanno realizzato chi avesse donato la voce a Diana, e la risposta all’unisono alla richiesta di Argentero su quale fosse stato il loro personaggio preferito, non fanno che confermare quanto Belen sia stata brava, senza ovviamente nulla togliere agli altri attori.

I Gladiatori di Roma risulta  un progetto ambizioso, vuole entrare di prepotenza nell’universo cartoons statunitense e per farlo utilizza le sue stesse carte; tra gli sceneggiatori Micheal J. Wilson che nella sua carriera vanta successi come L’era glaciale eShark Tale.

Un progetto ambizioso ma non impossibile. Straffi ha puntato oltre che sulle battute e i numerosi riferimenti cinematografici e musicali, in certi casi discutibili, sulla morale e l’insegnamento che un buon cartone animato deve trasmettere. Il regista ha fatto ricadere la scelta su un argomento che dagli antichi romani ai nostri giorni è più che mai attuale, l’impegno per raggiungere un obiettivo. Lo fa rapportando l’importanza che avevano i gladiatori nell’antica Roma agli sportivi di oggi, che dovrebbero essere da esempio per i più giovani ma non sempre lo sono, cronache recenti dalle Olimpiadi lo dimostrano.

Quello del regista è un “sogno romantico”, la speranza che i più piccoli comprendano che: “le scorciatoie non pagano[…], chi si impegna vince anche contro chi si dopa”. E anche noi confidiamo nel fatto che il messaggio arrivi alle nuove generazioni.

Apprezziamo anche che finalmente i cartoon made in italy, oltre a fare un buon uso del 3D, esportino un buon prodotto cinematografico con un messaggio costruttivo che sia da esempio non solo nel nostro paese ma anche  oltreoceano.

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