Icontroversy: recensione corto

IL MASHUP BREVISSIMO MA ELOQUENTE DI UN GIOVANE AUTORE SULLA DISCRIMINAZIONE SOCIALE

Il cortometraggio è un formato di audiovisivo poco sfruttabile sul mercato e questo si è detto già altre volte. L’ambiente che più gli si addice e all’interno del quale trova terreno maggiormente fertile e quello dei festival-Non è un caso dunque, che Icontroversy, il corto del giovane cineasta napoletano Antonio Prisco, sia stato presentato in numerose rassegne cinematografiche di tutto il mondo (Colonia, Melbourne, Los Angeles, Budapest, Buenos Aires, Toronto, Tel Aviv, tra le altre). Si tratta di un video breve, anzi brevissimo, della durata di soli tre minuti realizzato con la tecnica e il linguaggio del mash-up.

La tematica sulla quale si fonda il lavoro di Prisco è quella delle discriminazioni nei confronti delle minoranze sociali, anche se in questo caso specifico si parla principalmente di omofobia e manifestazioni di cattivo gusto da più parti in Italia. La breve durata dell’audiovisivo non ne pregiudica la complessità e l’alto livello di realizzazione pratica: le tecniche usate sono legate principalmente al mix di immagini e suoni. In quella che si può considerare la prima parte del corto, vediamo principalmente filmati televisivi che ritraggono personaggi dello spettacolo e della politica italiana che pronunciano frasi omofobe; subito dopo, nella seconda parte, il tono del corto si fa onirico e irreale. Entra anche in gioco la religione cattolica che l’autore suggerisce essere una delle maggiori cause del radicarsi di questo pensiero in Italia.

In conclusione, Icontroversy è una brevissima, folgorante scintilla che potrebbe accende la miccia del dibattito intorno a un argomento molto sentito nel nostro Paese, ma ancora non adeguatamente affrontato.

(24 ottobre 2012)

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