James bond compie 50 anni

IL 5 OTTOBRE DEL 1962 USCIVA IL PRIMO FILM DELLA SAGA SULL’AGENTE INGLESE: UNO SGUARDO SULLA SUA SAGA

A vederlo oggi non si direbbe, eppure la saga dedicata all’agente più famoso della storia del cinema dura da esattamente cinquant’anni e nel suo percorso è riuscita ad aggiornarsi, tra cadute e improbabili resurrezioni. L’ultima è stata quella di Daniel Craig che è riuscito a dare nuovo lustro alla saga, dopo gli ultimi due –per chi scrive, mediocri- capitoli interpretati da un Pierce Brosnan sempre meno credibile.

Oggi personaggi come Ethan Hunt e Jason Bourne, hanno tutti imparato dall’agente migliore sulla piazza e talvolta omaggi al personaggio nato dalla mente di Ian Fleming sono stati fatti anche in campo comico da fuoriclasse come Rowan Atkinson (i due capitoli di Johnny English) e Peter Sellers (il primo Casino Royale) con risultati purtroppo non eccelsi.

Il personaggio è diventato iconico quando l’allora sconosciuto Sean Connery nella pellicola Dr. No – Licenza di uccidere recita le famose parole “Il mio nome è Bond… James Bond”. Da lì è  stato il botto. Il film diretto da Terence Young costato solo un milione di dollari incassò la cifra strabiliante (per l’epoca) di 60 milioni. Il film comprende l’entrata in scena di Ursula Andress, che molti reputano ancora come la migliore Bond Girl in assoluto. Connery riprese il ruolo ufficialmente altre 6 volte e una settima volta fu anche protagonista di un Bond slegato dalla serie in Mai dire mai: per alcuni l’attore scozzese è l’incarnazione per eccellenza dell’agente che lasciò il segno definitivo in quello che molti definiscono il capolavoro della saga, ovvero Goldfinger (1964) di Guy Hamilton. Nel 1969 fu George Lazenby a prendere i panni di 007 in Al servizio di sua maestà, film snobbato a suo tempo, ma che un autore come Nolan invita a riscoprire: la scena sulla neve di Inception è di fatti un chiaro omaggio all’inseguimento sugli sci del film di Peter R. Hunt.

Dal 1973 fu invece la volta di Roger Moore, nome di spicco tra le star televisive, a ricoprire i panni della spia inglese in Vivi e lascia morire, ispirato al secondo libro di Ian Fleming.Fu un Bond più ironico, ma sempre ‘cool’ che per il momento non fece rimpiangere di molto l’assenza di Connery.

Dal 1983 si decise per un approccio più cupo e violento al personaggio che portò il primo divieto ai minori di 15 anni per la saga. La scelta cadde su Timothy Dalton, ma molti criticarono la sua interpretazione, che per un personaggio del genere pareva troppo seriosa.

Dal 1989, anno di Vendetta privata varie vicende legali impedirono un nuovo sequel con Dalton. In più, era finita la guerra fredda e l’Unione Sovietica si era sciolta: il mondo aveva dunque ancora bisogno di Bond?

Nel 1995 Pierce Brosnan e Martin Campbell diedero la risposta e fu affermativa. Il mondo era ancora pericoloso e i nuovi ‘villain’ che bisogna sconfiggere sono ricchi petrolieri o tecno-terroristi. Il primo cattivo nel memorabile Goldeneye di Martin Campbell fu Sean Bean. Indovinate che fine fa?

Dopo un po’ la formula dei Bond di Brosnan comincia a diventare stantìa e lo stesso attore superata la cinquantina comincia a diventare ridicolo alle prese con esplosioni, inseguimenti e altri disastri. Si sentiva il bisogno di un ‘reboot’. Fu lo stesso Martin Campbell a riprendere le redini di quel progetto e la scelta dell’attore cadde su Daniel Craig, apprezzato protagonista di The Pusher di Matthew Vaughn che comunque non aveva riscosso un grande successo.

Sarà ancora Daniel Craig dopo il successo di Casino Royale e quello relativo di Quantum of Solace a interpretare James Bond nel prossimo Skyfall diretto dal premio oscar Sam Mendes. L’appuntamento è per il 31 ottobre nelle sale italiane. Qui sotto potete ascoltare il brano che accompagnerà i titoli di testa della pellicola: un ritorno ad atmosfere più classiche dopo il rock di Chris Cornell e Jack White.

(5 ottobre 2012)

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