La donna e il drago: recensione film

IL FILM DRAMMATICO DI BISATTI SUL RAPPORTO MADRE-FIGLIA PROIETTATO ALLA CASA DEL CINEMA

La rassegna cinematografica “Maratona di indipendenti“, iniziata ieri presso la Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma, si è aperta con La donna e il drago di Rodolfo Bisatti. Il film sarà proiettato di nuovo nei prossimi giorni allo scopo di dare visibilità a film meno conosciuti ma di forte impatto emotivo e di alto livello qualitativo. Tra i film in rassegna ci sono anche due interessanti film usciti nelle sale qualche tempo fa: Isole di Stefano Chiantini (con Asia Argento e Giorgio Colangeli) e Sulla strada di casa con Vinicio Marchioni. In questi ultimi due casi, indubbiamente più fortunati del film di Bisatti, l’iniziativa si propone di prolungare ed ampliare la diffusione di ottimi prodotti che la distribuzione ufficiale blocca troppo presto.

La donna del titolo è una criminale che dovrà scontare sei anni di reclusione. Lei accetta la sua pena, «la giustizia ha fatto il suo corso», non c’è da opporsi. Quello che però la distrugge è il trovarsi davanti una terribile scelta: affidare sua figlia Carlotta, di appena un anno e mezzo, ad una famiglia di estranei (sulla sua non può contare) per il periodo in cui sarà in prigione, o portarla con sé dietro le sbarre fino al compimento dei tre anni? Parallelamente alla storia di questa madre criminale, c’è quella di una ragazza bionda e stravagante che racconta ad uno psicologo i suoi problemi affettivi nei confronti della sua famiglia adottiva…

Rodolfo Bisatti racconta una dramma fortissimo: la rottura di un legame unico e fondamentale tra una donna sola e una bambina che non ha altri affetti oltre sua madre. Il tema è molto intimo, così come lo è il modo di raccontarlo: l’autore gira quasi interamente inquadrature strette, particolari, dettagli dei personaggi che la telecamera osserva, i tratti somatici e gli atteggiamenti delle persone ritratte nel film. La recitazione spontanea degli attori trova piena libertà espressiva in lunghe sequenze di dialogo, che si alternano poi a momenti di silenzio che dilatano il tempo della ripresa e creano un’atmosfera emotivamente coinvolgente. L’unica pecca da segnalare è la durata del film: forse troppo longevo per gli avvenimenti che contiene.

La donna e il drago è un film intenso, davvero drammatico per le tematiche che tratta con delicatezza ma anche mostrando la cruda realtà dei fatti e dei rapporti umani, non sempre idilliaci seppur tra parenti stretti. La realtà delle madri in carcere non è rappresentata dal punto di vista di chi è già in cella, ma viene raccontato quel terribile limbo emotivo nel quale queste donne incappano e dal quale spesso non sanno riprendersi, come accadrà alla protagonista. Nessun falso moralismo per Bisatti, nessun lieto fine: un racconto crudo ma reale, e per questo d’impatto.

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