L’era glaciale 4: pareri opposti sul film

LA REDAZIONE SICONFRONTA SULLA NUOVA AVVENTURA DI SID E I SUOI AMICI

Sono tornati sbancando il box office Sid, Diego, Manny e ovviamente l’immancabile Scrat con tanto di ghianda. Stavolta alle prese con il mondo che si sta spaccando e con un temibile nemico la banda più pazza di tutte le ere vive la sua quarta avventura. La redazione ha visto il film, L’era glaciale 4 – Continenti alla deriva e vi proponiamo il consueto pro e contro.

 

1-QUALE TIPO DI PUBBLICO POTREBBE CONQUISTARE?

SANDRA MARTONE: L’era glaciale 4 è uno di quei cartoni che non ha età. Ovviamente i bambini ancora una volta saranno divertiti dalle avventure della banda più varia e simpatica del grande schermo ma riferimenti a film come Braveheart e I pirati dei Caraibi strapperanno sincere risate anche agli adulti.

FRANCESCA VENNARUCCI: Come spesso accade con questo genere di cartoni animati il pubblico di riferimento è sia quello dei bambini che degli adulti. Se l’attenzione dei più piccoli è attirata dai personaggi buffi e dalle situazioni più facili da comprendere per la loro età, i più grandi potranno apprezzare l’ironia, più o meno sottile, presente nella sceneggiatura.

2-COME TI È SEMBRATO RISPETTO AI FILM PRECEDENTI?

SM: se nel terzo capitolo la storia aveva perso forza l’avvento di nuovi personaggi come la nonna di Sid e il cattivissimo Sbudella hanno dato nuova vita al cartoon. Senza contare poi la genialità dell’incipit in cui viene fuori che la deriva dei continenti è tutta colpa di Scrat al perenne inseguimento della sua amatissima ghianda.

FV: Inizia a farsi sentire l’accumularsi dei vari capitoli e inizia a perdersi la brillantezza e l’originalità che ha sempre caratterizzato L’era glaciale. Le nuove proposte tentano di dare quel tocco di novità necessario ma invano.

3-LO CONSIGLIERESTI?

SM: sì e con decisione. Lo consiglio ai più piccoli perché l’insegnamento che la diversità è sinonimo di unicità è importantissimo e lo consiglio agli adulti che forse hanno bisogno di ricordarselo. La perfezione non è una qualità.

FV: No, consiglierei di attenderlo in televisione, purtroppo c’è il rischio che i più piccoli si annoino. Forse è giunto il momento di avere nuove idee sia di personaggi che di situazioni e di non adagiarsi sui successi del passato.

Sandra Martone e Francesca Vennarucci

(9 ottobre 2012)


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