Paranorman: recensione film

OVVERO QUANDO DIVENTA POSSIBILE GUARDARE UN FILM DI ZOMBIE COI BAMBINI

GENERE: Animazione

USCITA: 11.10.2012

Ce ne sono sempre di più di cartoni e film per bambini ispirati all’universo burtoniano, dove la fascinazione per la morte e per gli emarginati viene prima di tutto. Paranorman però è un po’ diverso e spicca tra i titoli di questo genere, anche rispetto al tanto apprezzato Coraline, realizzato dallo stesso studio di produzione.

La pellicola diretta da Sam Fell e Chris Butler è un chiaro omaggio al filone degli zombie-movie anni ’70, con chiari riferimenti all’universo di John Carpenter e George A. Romero, per dirne giusto un paio, ma che è capace di offrire anche qualche ‘twist’, per rendere la pellicola godibile sia ai fan più sfegatati dei film sui ‘mangia-cervelli’ sia ai bambini che magari non sono neanche abituati alla visione del sangue sul grande schermo. Personalmente ho trovato Paranorman uno dei film d’animazione più divertenti visti quest’anno, sia perché riesce nel tentativo di portare al cinema due categorie di spettatori estremamente diverse tra loro, sia perché, nel farlo, pone anche una critica sulla società statunitense non banale.

Il protagonista è un bambino emarginato che parla con i morti, proprio come il giovane protagonista de Il sesto senso. Gli adulti non lo ascoltano –e questo è un classico- e in più vediamo questi interessati principalmente a: guardare la televisione, mangiare, mettersi al centro dell’attenzione e raggiungere l’american way of life, senza alcun’ambizione per il futuro. La critica è sottile e magari un bambino potrebbe non notarla. Eppure il modo grottesco con cui sono ripresi gli adulti, in particolare la sorella del protagonista, potrebbe illuminare anche i più piccoli su una società che forse –incredibile a dirsi- è decisamente più bigotta e malsana della nostra.

Per un film d’animazione in stop-motion, sembrerebbe un’ambizione eccessiva: fortunatamente la missione è riuscita e il film oltre a divertire, lascerà genitori e figli con un bell’interrogativo in testa, facendogli pensare che l’invasione dei morti non è una cosa così terribile come si potrebbe pensare. Piuttosto, è l’invasione dei vivi a far decisamente più paura…

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